Aiuto: il mio cane mangia le feci!

cane-mangia-feci

Mangiare le feci è cosa buona e giusta!

O almeno questo è quello che pensa un cane quando cerchiamo di distoglierlo dal “profumato boccone”.

Già, perché mangiare le feci, in termini tecnici coprofagia, è un comportamento normale per il cane, che appartiene alla sua indole, un comportamento atavico che affonda le sue origini nel momento stesso in cui il cane ha iniziato a dismettere i panni del lupo e a diventare l’animale che oggi conosciamo.

COS’È LA COPROFAGIA

Coprofagia : dal greco kopros, “feci” e phago, “mangio”.

La coprofagia è quindi l’azione del mangiare delle feci, proprie o di altri animali ed è un comportamento molto più frequente nei cani rispetto ai gatti.

Come accennato, già i proto-cani, e cioè quei cani arcaici discendenti dal lupo, che per primi si avvicinarono ai villaggi umani, si cibavano degli avanzi dei nostri antenati ma anche di ciò che proveniva dalle latrine.

Feci ed urine erano per loro vero e proprio cibo, al pari degli scarti alimentari.

La coprofagia è, quindi, un comportamento che appartiene al cane, non a caso lo vediamo proporre anche dalla mamma con i suoi cuccioli durante la loro primissima fase di vita.

I cuccioli, quando ancora molto piccoli, hanno difficoltà ad urinare e defecare autonomamente, per questo la mamma li stimola, leccando la loro zona perianale.

Non appena i cuccioli hanno espletato i loro bisogni, ecco che la mamma mangia feci ed urine.

A parte il caso specifico della mamma con i cuccioli, ogni altra situazione che porta il cane a mangiare feci va di certo compresa ed indagata. Del resto, i nostri cani non hanno la necessità di mangiare escrementi per sopravvivere, come accadeva ai tempi dei proto-cani, e pertanto è bene comprendere il perché lo facciano.

È importante, però, non dimenticare che per loro è un comportamento naturale.

Nella loro mente non stanno facendo nulla di sbagliato, per questo una sgridata sarà pressoché inutile o addirittura, come vedremo, controproducente.

Per risolvere il problema la cosa migliore che possiamo fare è semplicemente capirne la causa e lavorare su quella.

IL CANE MANGIA LE FECI: LE CAUSE

Per prima cosa, nell’esaminare le cause di questo comportamento, dobbiamo fare una distinzione tra cucciolo e cane adulto.

A seconda che si tratti di un cucciolo o di un cane adulto, il mangiare le feci assume, infatti, significati diversi.

QUANDO UN CUCCIOLO MANGIA LE FECI

Il più delle volte, la coprofagia nel cucciolo non ha cause di natura strettamente fisiologica, piuttosto è spesso collegata alla curiosità del cane verso l’ambiente in cui vive, tipica in un soggetto tanto giovane, e alla sua necessità di combattere la noia.

Oppure la causa risiede in nostri comportamenti che inconsapevolmente incentivano l’atto di ingerimento.

Per il cucciolo il mangiare le proprie feci può essere:

1. Un’attività piacevole e gustosa

Il cucciolo vive alla scoperta del mondo, è molto curioso e ha bisogno di esplorare.

Quando viene lasciato da solo, capita spesso, all’inizio, che faccia i suoi bisogni in casa, nella migliore delle ipotesi su una traversina.

Gli escrementi diventano a quel punto un oggetto da conoscere, con cui passare il tempo.

La curiosità e il bisogno di trovare qualcosa da fare lo portano a interessarsi alle proprie feci fino ad arrivare, qualche volta, a mangiarsele poiché, proprio come nel bambino, anche per lui la bocca è il canale prediletto per conoscere ciò che lo circonda.

Alcuni cuccioli potranno trovare la cosa divertente ed anche piuttosto gustosa. Per questo motivo saranno portati a ripetere il comportamento.

2. Un occultamento di reato

Un altro motivo, molto frequente, per cui il cucciolo inizia a mangiare le proprie feci è dovuto al fatto che spesso viene sgridato per aver fatto i propri bisogni in giro per casa, durante la nostra assenza.

Il cucciolo pensa di aver fatto tutto correttamente, del resto per lui è normale: non riesce a trattenersi e quindi da qualche parte deve pur farla.

Non capisce il motivo per cui è stato sgridato ma capisce molto in fretta che quando c’è la sua cacca sul pavimento, qualcuno si arrabbia.

Va quindi trovata una soluzione: la più rapida ed efficace è farla sparire, mangiandola.

Ecco perché la sgridata è spesso controproducente: ci toglie il problema di dover pulire al nostro rientro ma ne crea un altro, sicuramente più profondo.

3. Un gioco da fare tutti insieme

Il cucciolo può iniziare a mangiare le proprie feci anche per la voglia di fare un’attività insieme a noi.

Ogni volta che fa la cacca in casa, vede, infatti, che subito ci precipitiamo a raccogliere e pulire.

Perché, allora, non partecipare e fare a gara a chi finisce prima?!

La coprofagia diventa quindi un vero e proprio gioco, che diverte il cane e lo coinvolge in “attività di gruppo”.

Avrai notato che in tutti i casi fin qui esaminati, si è parlato sempre e soltanto di un cane che mangia le proprie feci, diverso è il caso del cane che mangia feci di altri animali.

Sebbene capiti anche nel cucciolo, è proprio questa la forma di coprofagia più diffusa tra i cani adulti.

QUANDO UN CANE ADULTO MANGIA LE FECI

Il cane adulto può mangiare gli escrementi di altri animali per cause di natura fisiologica oppure per questioni attinenti alla relazione con il proprietario.

Anche il cane adulto può arrivare ad ingerire le proprie feci, in questi casi si tratta, spesso, di disturbi comportamentali veri e propri.

Ma procediamo con ordine.

IL CANE MANGIA LE FECI: CAUSE FISIOLOGICHE

Caratteristica comune delle cause fisiologiche è che la coprofagia diventa sempre, in tutti questi casi, una sorta di auto-medicamento.

Nello specifico, le cause fisiologiche che portano un cane ad ingerire le feci di altri animali possono risiedere in:

1. Un malassorbimento o nella presenza di parassiti intestinali

Il malassorbimento o la presenza di parassiti intestinali, come i vermi, creano un vero e proprio subbuglio nel processo digestivo del cane e per questo il cane può avvertire la necessità di mangiare feci di altri animali come una sorta di automedicazione.

In questi casi è assolutamente necessaria una visita dal proprio veterinario che comprenda anche un esame delle feci così da improntare una cura specifica, specie di fronte alla presenza di parassiti.

La cura generalmente è basata sull’utilizzo di vermifughi chimici specifici, strettamente necessari ma a cui dobbiamo prestare attenzione in quanto, a volte, responsabili di altri problemi intestinali che possono, a loro volta, essere causa di coprofagia.

2. Problemi intestinali

I vermifughi così come gli antibiotici possono essere la causa di alcuni problemi intestinali poiché nella loro “azione di pulizia interna” vanno a debellare tutto, anche quella parte di batteri intestinali buona e sana, necessaria per il corretto funzionamento dell’intero organismo.

La coprofagia si manifesta, quindi, a causa di una flora batterica intestinale in difficoltà.

Il cane avverte malessere e, come nel caso precedente, cerca di curarsi mangiando feci altrui così da infoltire la schiera dei batteri buoni.

Nell’intestino del cane, infatti, sono presenti numerosissimi batteri necessari al suo benessere, grazie ai quali l’organismo riesce a tenere sotto controllo ogni agente patogeno in grado di comprometterne lo stato di salute.

Non è un caso che quando viene compromessa la flora batterica intestinale, inizino poi ad emergere problematiche di natura più disparata, come allergie o problemi dermatologici.

In definitiva, perché il cane stia al meglio è necessario tutelare un delicato ma fondamentale equilibrio tra microbi buoni e microbi cattivi, proprio come accade nel nostro corpo.

[Se desideri capire quanto sia fondamentale anche per noi questo aspetto, ti consiglio la lettura de I batteri della felicità di Alanna Collen. Ti stupirà, forse, conoscere quanti microbi vivono dentro e sul nostro corpo, così tanti, come dice l’autrice, “che il loro peso equivarrebbe a quello di cinque elefanti africani”, e tutti da proteggere.]

Per questo motivo, è importante sostenere adeguatamente la flora batterica intestinale del nostro cane, durante e dopo ogni cura.

Così lo aiuteremo a rimettersi appieno, senza più sentire il bisogno di mangiare feci di altri animali.

3. Problemi pancreatici

La coprofagia può essere anche causata da problemi al pancreas, ghiandola fondamentale per il funzionamento del sistema digerente.

Può accadere, per esempio, che il pancreas non produca più tutti gli enzimi digestivi necessari (insufficienza pancreatica) e che il cane cerchi, quindi, di assumere attraverso le feci di altri le sostanze di cui è carente.

Questa situazione si può verificare anche in assenza di un vero e proprio disturbo pancreatico ma solo per un inadeguato stile alimentare.

Molti dei cibi industriali in circolazione hanno una composizione del tutto inappropriata alla natura carnivora del cane, contenendo molti più carboidrati rispetto alle proteine.

L’organismo del cane non è strutturato per elaborare una quantità tanto elevata di carboidrati non solo per un intestino troppo corto, inadeguato a gestire sostanze fermentescibili, come nello specifico i cerali, ma anche per una capacità ridotta, da parte del pancreas, di produzione dell’amilasi, enzima responsabile della scissione dei carboidrati e dell’assorbimento dell’amido.

È naturale, quindi, che il cane cerchi altrove una fonte ricca di sostanze utili e necessarie per elaborare un cibo che diversamente non riuscirebbe ad assimilare.

Ancora una volta la coprofagia diventa una forma di auto-medicamento.

In questi casi è sempre opportuno rivolgersi al proprio veterinario per inquadrare con precisione la situazione ma è altrettanto opportuno accertarsi della qualità del cibo utilizzato.

Lo strumento più efficace ed immediato che hai a disposizione per una valutazione oggettiva del cibo che utilizzi è l’analisi dell’etichetta, soprattutto della parte relativa alla composizione.

Leggi con attenzione tutti gli ingredienti usati, solo così saprai se il cibo è davvero appropriato!

Ma fai attenzione alle terminologie, spesso ingannevoli o poco note!

Se hai il timore di non conoscerle e desideri sapere esattamente a cosa prestare attenzione, clicca qui.

In caso di coprofagia, conoscere cosa contiene il cibo già pronto che usiamo è fondamentale ed è forse la prima cosa di cui preoccuparci.

Un’alimentazione inappropriata e le conseguenti carenze alimentari sono, infatti, spesso la causa primaria di questo comportamento.

4. Cibo inappropriato e carenze alimentari

Come detto, un cibo inappropriato è spesso la causa primaria della coprofagia.

Un cibo inappropriato è un cibo che ha una composizione inadatta ad un animale carnivoro quale è il cane, un cibo sbilanciato nei componenti, che mette in difficoltà l’organismo e crea inevitabilmente carenze, soprattutto a livello vitaminico.

Un cibo inappropriato è un cibo ricco di sostanze di origine chimica, che possono diventare antagoniste delle sostanze naturali corrispondenti.

Un cibo con queste caratteristiche è in primo luogo un cibo industriale di scarsa qualità.

Ma fai attenzione: anche una dieta casalinga può essere causa di carenze alimentari, se non elaborata da un veterinario nutrizionista che ti dia delle precise linee guida da seguire, calate sulle specifiche necessità del tuo cane, inteso come individuo a sé.

In questi casi, il motivo principale per cui un cane è portato a mangiare la cacca di altri animali è la carenza di vitamina B, in termini tecnici uno stato di ipovitaminosi del gruppo B.

La vitamina B è una vitamina che i carnivori in generale non riescono a sintetizzare da soli e devono quindi assumerla necessariamente attraverso l’alimentazione.

Se l’apporto manca o è insufficiente, sempre per una forma di auto-medicazione, il cane sarà indotto a mangiare le feci di quegli animali capaci di sintetizzare autonomamente questa vitamina e cioè feci di erbivori.

Per questo motivo è importante accertarsi che il cibo offerto, naturale o industriale che sia, contenga tutte le necessarie integrazioni.

Dobbiamo, però, anche accertarci di come queste integrazioni sono state aggiunte, preferendo integrazioni di origine naturale.

Come abbiamo avuto modo di approfondire nell’articolo specificamente dedicato agli integratori, un’integrazione eccessiva, basata sull’uso di sostanze riprodotte in laboratorio, cioè di origine sintetica, può essere inutile o addirittura dannosa.

Dannosa proprio come in questo caso!

Cibi ricchi di vitamina B ma di origine sintetica sono paradossalmente la causa diretta di coprofagia.

La vitamina B di origine sintetica può, infatti, diventare competitrice per quella naturale, determinando proprio quello stato di carenza vitaminica che porta il cane a diventare particolarmente ghiotto delle feci degli erbivori.

Non è affatto un caso che il solo passaggio ad una dieta più genuina, adeguatamente strutturata e a un’integrazione naturale, come l’uso di lievito di birra essiccato, portino alla scomparsa graduale del comportamento.

5. Una questione di gusto

Il cane può magiare feci di altri animali anche solo perché le trova semplicemente un boccone succulento!

Questa non è una causa di natura strettamente fisiologica ma è collegata, seppur indirettamente, al cibo usato, in particolare al cibo industriale.

Molti cibi industriali, infatti, contengono un’elevata quantità di apettizzanti, aromi, esaltatori di sapidità.

Queste sostanze, oltre ad essere dannose per la salute dei nostri animali, tanto da annoverarsi tra le cause di diarrea, lasciano residui all’interno delle feci, trasformandole, quindi, in un boccone particolarmente profumato e saporito per tanti cani.

Di solito, le feci più gustose sono quelle dei gatti, il cui cibo industriale è generalmente molto più ricco di appettizzanti rispetto a quello per cani.

QUESTIONI ATTINENTI ALLA RELAZIONE CON IL PROPRIETARIO

Un cane può mangiare feci altrui anche per motivi del tutto svincolati dal suo stato di salute, ma che riguardano piuttosto aspetti esclusivamente comportamentali.

Questo è il caso di quando la coprofagia diventa:

1. Un passatempo

Quando passeggiamo col nostro cane, siamo spesso catturati da mille pensieri o preoccupazioni. Il cellulare squilla, arrivano messaggi e poi chissà quanti like ha ricevuto l’ultimo post pubblicato!

Insomma, non sempre riusciamo a goderci quel momento, escludendo tutto il resto, proprio come se fossimo con un amico a fare quattro chiacchiere.

Diverso è, invece, lo stato d’animo del cane, che vive nel presente: durante la passeggiata il cane è completamente immerso in quel preciso istante e in nient’altro.

Non avendo nulla da fare con noi, il cane si cerca un passatempo: annusa qui e là e a un certo punto trova un profumato boccone da gustarsi. Perché, quindi, non approfittarne in mancanza di alternative?

Non dimentichiamoci, infatti, quanto detto all’inizio: per il cane mangiare feci è un comportamento assolutamente normale, che appartiene alla sua natura e perciò un modo giusto, a suo parere, per fare qualcosa di divertente e piacevole durante l’uscita.

Più il cane troverà questo comportamento utile o appagante, maggiore sarà la probabilità che lo ripeta.

Questa dinamica capita di frequente anche nei cuccioli, che, ancora di più dei cani adulti, sono incuriositi da tutto e utilizzano principalmente la bocca per conoscere il mondo.

2. Un modo per attirare l’attenzione

Dunque, il cane è impegnato a gustarsi lo spuntino ed ecco che la nostra attenzione torna immediatamente, completamente a lui.

In quel momento ogni altro pensiero svanisce e ci concentriamo solo sul tentativo di fargli sputare ciò che ha in bocca.

Mossi dal disgusto, ci inventiamo qualsiasi cosa pur di distoglierlo da ciò che stava facendo.

Dalle nostre mani i bocconcini cadono a cascata, lo rincorriamo, gli lanciamo palline, legnetti, magari arriviamo anche a sgridarlo, ma è chiaro: in quel preciso istante siamo con lui.

Ed è molto chiaro anche al cane: finalmente ha trovato una mossa astuta per attirare la nostra attenzione.

Questo schema comportamentale è molto frequente nei cani adulti.

Sicuramente più specifica è invece la circostanza in cui un cane adulto arriva a mangiare le proprie feci. In questi casi si tratta spesso di:

3. Un vero disturbo comportamentale

Quando dei cani adulti mangiano le proprie feci, è sempre opportuno indagare in modo molto approfondito sulla loro vita. 

Questo comportamento, a volte, viene messo in atto ossessivamente: il cane non finisce neppure di defecare che già inizia ad ingerire le feci.

Dietro c’è spesso una problematica profonda, che è opportuno capire e gestire in modo oculato.

Non a caso, sono spesso i cani di canile a manifestare questo comportamento.

Cani chiusi nel box per lungo tempo, che si inventano qualcosa da fare, trasformando quel passatempo in una vera e propria ossessione, in un vero e proprio comportamento stereotipato.

In questi casi vale davvero la pena farsi aiutare da un professionista, come un istruttore comportamentale che ha tutti gli strumenti per inquadrare la situazione e consigliare eventualmente anche una visita con un veterinario comportamentalista.

Viste le diverse cause della coprofagia, ora non ci resta che parlare dei rimedi.

IL CANE MANGIA LE FECI: I RIMEDI

1. Da un punto di vista fisiologico

La prima cosa da fare quando il tuo cane inizia a mangiare feci di altri è quella di accertarti della qualità del cibo che gli stai dando.

Se si tratta di una dieta naturale (barf o casalinga), contatta un veterinario specializzato in nutrizione per essere sicuro sia di garantire una ciotola ben equilibrata tra proteine, carboidrati e fibre, sia di offrire la quantità e la qualità corretta di integratori.

Se si tratta di cibo industriale, leggi con attenzione l’etichetta ed accertatati che la composizione sia il più naturale possibile ed appropriata alle necessità di un carnivoro.

Se hai dubbi su come leggere l’etichetta, clicca qui.

Una visita dal proprio veterinario, inoltre, è sempre opportuna per escludere qualsiasi altra causa di natura strettamente fisiologica.

In ogni caso, aldilà di quella che sia poi l’effettiva causa della coprofagia, fisiologica o comportamentale, accertarsi sempre e comunque della qualità del cibo utilizzato, è buona cosa poiché un’alimentazione sana è la base per un reale benessere psico-fisico.

2. Da un punto di vista comportamentale

Così come per le cause, anche in tema di rimedi è opportuno dedicare qualche paragrafo a parte ai cuccioli, specie se la questione riguarda il mangiare le proprie feci.

Con i cuccioli, infatti, questo problema si risolve spesso facilmente.

Come abbiamo visto, con il cucciolo la situazione è rischiosa soprattutto quando è solo e con la sua cacca presente.

La noia e la curiosità trasformano le feci in un oggetto interessante con cui intrattenersi e poiché per lui la bocca è il canale prediletto per conoscere ciò che lo circonda, potrà arrivare a mangiarsele.

Se troverà la cosa divertente e gustosa, sarà portato a ripetere il comportamento.

La soluzione, quindi, è abituarlo il prima possibile a fare i suoi bisogni fuori casa.

E nonostante questo accada naturalmente intorno ai 4/5 mesi di vita, è sempre bene accompagnare il cucciolo a fare cacca tutte le volte in cui ne ha bisogno.

Il cucciolo, quando ancora molto piccolo, ha bisogno di uscire al risveglio e soprattutto dopo tutti i pasti, che possono arrivare anche ad essere cinque nell’arco di una sola giornata.

Per riuscire a portarlo fuori il più tempestivamente possibile, appena sveglio, puoi tenerlo in braccio mentre ti metti giusto un paio di pantaloni; per quanto riguarda il momento del pasto, una buona soluzione può essere quella di farlo mangiare con la pettorina già indossata.

E mi raccomando, se il tempismo non è stato dei migliori, dai poca importanza alla cacca fatta in casa. Non arrabbiarti e non metterti subito a pulire, lo farai più tardi, magari senza che il cucciolo ti veda.

Quando si tratta, invece, del mangiare feci di altri animali, con un cane adulto o con un cucciolo, non cercare di risolvere il comportamento in sé.

Concentrati sul perché lo fa e lavora su quello.

Come abbiamo visto, un cane può mangiare feci per attirare l’attenzione. Il suo comportamento è quindi frutto di un’emozione ben precisa: un desiderio di essere considerato.

È su quello che si deve lavorare: sull’emozione.

L’unico rimedio realmente efficace è impegnarci, quindi, ad essere presenti durante le passeggiate. Essere presenti significa sicuramente fare delle attività insieme, come dei giochi o anche una semplice corsa, ma non solo!

Essere presenti significa anche camminare in silenzio allo stesso ritmo, magari guardandosi di tanto in tanto, fermarsi dove il cane desidera annusare, prestare attenzione alla stessa cosa, sedersi e guardare nella stessa direzione, scavare una buca insieme…

Ti potranno aiutare, all’inizio, lasciare il cellulare a casa e una volta fuori, provare ad osservare con attenzione il tuo cane, trovando qualcosa da ricalcare: il suo passo, il suo respiro, …

Lasciati guidare da lui, vedrai che è molto più semplice di quanto pensi e sono certa, per altro, che, al rientro, ti sentirai appagato come forse poche volte capita.

RIMEDI D’EMERGENZA PER LA COPROFAGIA

Tuttavia, se nonostante il tuo grande impegno, dovesse capitare che il cane si fiondi sul “profumato boccone”, ecco cosa puoi fare in quel preciso momento.

1. Interrompi il comportamento e dai un’alternativa

Se il cane si avvicina sempre di più a delle feci e non ha nessuna intenzione di allontanarsi, bloccalo fisicamente impedendogli di continuare nel comportamento.

Fallo in modo deciso ma non autoritario.

Non dimenticarti, infatti, che nella sua mente non sta facendo nulla di sbagliato: per lui mangiare feci è una cosa normalissima, che appartiene alla sua natura.

Per questo strattonarlo o sgridarlo non ha alcun senso, limitati ad interrompere il comportamento e proponigli piuttosto un’attività divertente da fare insieme così da coinvolgerlo ed allontanarlo.

2. Lo scambio

Può, però, capitare di non fare in tempo ad allontanare il cane, che inizia, così, a mettere in bocca le feci.

Se si tratta di un cucciolo, è probabile che le abbia messe in bocca solo per curiosità.

In questi casi vale la pena aspettare un attimo prima di intervenire: potrebbe accadere, infatti, che le sputi da solo.

Diversamente, sia che si tratti di un cane adulto o di un cucciolo, puoi proporre uno scambio.

Lo scambio va, però, insegnato.

Il cane deve conoscerlo e avere chiare le tue intenzioni.

L’intenzione deve essere quella di offrirgli in cambio qualcosa che, ai suoi occhi, sia ancora più interessante, come un bocconcino o uno dei suoi giochi preferiti.

Attenzione! Perché il cane conosca e comprenda la nostra intenzione, il gesto dello scambio deve essere un’abitudine.

Deve essere qualcosa di noto, che hai fatto con lui tante altre volte.

È fondamentale, quindi, allenare il comportamento quando non ce n’è un reale bisogno, quando, per esempio, è a casa, libero di mettere in bocca i suoi oggetti.

Proponigli uno scambio nelle situazioni più tranquille e quotidiane, annoverandolo tra i giochi da fare insieme.

In questo modo, ogni volta che ti avvicinerai a lui, il cane avrà imparato che non vuoi rubargli nulla, anzi vuoi solo portargli qualcosa di buono.

La sua aspettativa nei tuoi confronti sarà del tutto ribaltata!

Se ti limiti ad intervenire solo in casi di emergenza, magari togliendo bruscamente al cane “il suo tesoro appena trovato”, il cane si convincerà che ogni volta che ha in bocca qualcosa di interessante, arrivi tu a rubarglielo.

Così metterà in atto strategie per mantenere il controllo dell’oggetto in questione, che si tratti di cacca o di ogni altra cosa.

La strategia più efficace è di certo quella di mangiarselo, facendolo così sparire velocemente ma se è libero, potrà iniziare a correre, innescando in questo modo anche un divertente gioco di inseguimento.

Oppure potrà difendere l’oggetto iniziando a ringhiare.

A PROPOSITO DEL RINGHIARE

A volte per il cane è importante non tanto l’oggetto in sé quanto il dimostrare di essere in grado di mantenere il possesso.

Il possesso dell’oggetto diventa uno strumento di competizione, che il cane manifesta attraverso il ringhio e la minaccia.

Questa attitudine, che può nascere da un nostro modo errato di relazionarci con lui, può anche essere una caratteristica specifica di quel cane inteso come individuo o può avere origine genetica.

Può riguardare cani adulti ma anche un cucciolo, molto sicuro di sé che può aver imparato velocemente questa strategia.

In questi casi un educatore ci potrà aiutare a comprendere al meglio la comunicazione messa in atto dal cane, a risolverla, lavorando più che sullo scambio, sullo sviluppo di una maggiore motivazione collaborativa. Si incentiva, cioè, il cane a fare diverse attività insieme.

Oltre a creare un’abitudine, un altro requisito fondamentale per costruire uno scambio efficace è che il cane possa sempre scegliere.

Quando gli proponi l’alternativa aspetta che sia lui a mollare ciò che ha in bocca e non affrettarti poi a buttare o a nascondere la cacca o l’oggetto indesiderato.

Se continua a mostrare interesse per le feci, vuol dire che non hai trovato un’alternativa abbastanza valida ai suoi occhi.

Se non potrà scegliere, perderà gradualmente interesse per ciò che gli proponi perché saprà che, dopo aver mollato il boccone, questo sparirà.

1. Un richiamo efficace

Tutti i rimedi visti fino a qui funzionano solo se il cane è vicino a te ma cosa fare se è libero e lontano?

L’unica soluzione è un richiamo sempre che sia, però, un richiamo efficace.

Un richiamo è efficace quando il cane è disposto ad abbondare tutto e tornare da te, qualsiasi cosa abbia trovato o stia facendo.

Se è abituato ad essere richiamato solo per rimettere il guinzaglio perché è arrivato il momento di tornare a casa oppure se lo chiami con un tono arrabbiato, difficilmente sarà propenso a raggiungerti e a rinunciare a qualcosa di molto piacevole.

Al pari dello scambio anche il richiamo, quindi, va allenato e costruito quando non c’è un reale bisogno.

Il cane deve capire che ogni volta che lo richiami è perché gli vuoi proporre qualcosa di bello o buono. Deve capire che esistono diversi motivi per cui gli chiedi di tornare da te, tutti però preludio di qualcosa di appagante.

Insomma, al richiamo il cane deve poter pensare: “wow, andiamo e vediamo che sorpresa mi attende!”

È importante, quindi, chiamare il cane con tono giocoso e ogni volta offrirgli qualcosa di diverso: un bocconcino, un gioco ma anche una corsa insieme.

Se utilizzi dei bocconcini, ti potrà essere di aiuto richiamare il cane da accovacciato, tenendo il guinzaglio in una mano e nell’altra i bocconcini.

Quando il cane sta per arrivare da te, fagli un bel sorriso, digli bravo e lascia cadere a terra i bocconcini. Mentre lui è impegnato a mangiarseli, aggancia il guinzaglio alla pettorina.

Mi raccomando, una volta che avrà terminato di mangiare i bocconcini e in generale una volta che è tornato da te, tienilo impegnato, continuando a fare qualcosa insieme.

Solo dopo che avrai creato una vera abitudine al richiamo, potrai sperare che il cane sia disposto ad abbandonare addirittura una gustosissima cacca per tornare da te.

2. Cambia spesso l’itinerario della tua passeggiata

Un altro accorgimento utile è quello di variare spesso il tragitto che fai durante le uscite.

Cambiare strada o parchetto è sempre una buona abitudine, in questo caso specifico ti aiuterà in modo particolare perché eviterà che il cane vada a colpo sicuro nei punti che conosce e che sa bene essere “interessanti”.

IN DEFINITIVA

Per risolvere la coprofagia devi anzitutto capirne la causa e lavorare su quella più che sul comportamento in sé.

Concentrati sulla relazione con il tuo cane e sui suoi bisogni.

Su tutti i bisogni, partendo da quelli primari come l’alimentazione arrivando a quelli di realizzazione come la realizzazione delle sue capacità, passando per quelli sociali e cioè la sua necessità di sentirsi parte di un gruppo.

Anticipare è la parola d’ordine, che deve guidarti!

Anticipare nel senso di lavorare quando si è lontani dal problema.

Anticipare nel senso di preparare da subito un terreno sano per una relazione piena, in cui il cane sia portato ad ascoltarti e fidarsi.

Anticipare nel senso di preparare da subito un terreno sano per un benessere in primo luogo fisico e psico-fisico, scegliendo la via della prevenzione e assicurando, quindi, una dieta sana ed appropriata.

Il tuo cane ha mai mangiato la sua cacca o quella di altri animali? Come hai gestito la cosa?

Faccelo sapere nei commenti!

Photo of author
Ludovica Bucci
Educatore Cinofilo e Consulente Alimentare Reico. Autore di Empathy Food.

4 Comments

4 commenti su “Aiuto: il mio cane mangia le feci!”

  1. Salve, articolo molto interessante e chiarissimo. Ho una domanda. Io ho una barboncina di tre anni e un bambino di 16 mesi. Nara, la mia cagnolina, quando è arrivato il bambino è stata da subito gelosa ma l’abbiamo sempre coinvolta. Il problema è che in qualche occasione ha mangiato le feci del bambino, rubando il pannolino o come nel caso di stasera dal pavimento della terrazza, caso sfortunato perché avevo tolto il pannolino al bambino per fargli una doccia. Il tempo di andare a prendere qualcosa per pulire e lei aveva già pulito tutto. Io cerco di darle un’alimentazione equilibrata e cmq non mangia mai feci neanche per strada ma solo quelle del bambino. Da cosa può dipendere? Grazie mille

    Rispondi
    • Ciao Marika, grazie mille per il tuo feedback! Ci fa piacere che l’articolo sia stato di tuo interesse.
      Gli aspetti da valutare, per quanto riguarda Nara, sono due: analizzare in modo approfondito il cibo che sta attualmente prendendo e una volta accantonato con certezza questo aspetto, concentrarsi di più sul profilo strettamente comportamentale. Se desideri, possiamo farlo insieme. In Empathy Food offriamo un servizio di consulenza alimentare gratuita e se vuoi, possiamo fissare un appuntamento.

      Rispondi

Lascia un commento

SEGUICI SU

EmpathyFood

Blog sull’alimentazione etica e sana.

Gli articoli di approfondimento di questo blog hanno esclusivamente scopo informativo. Le informazioni ivi contenute non intendono in alcun modo formulare diagnosi o sostituire il lavoro del professionista. Consigliamo di contattare il proprio veterinario di fiducia.

Copyright © 2021 · Empathy Food.

Connettiti con noi