Alimentazione sana: intervista al Dott. David Bettio

Comprendere quale sia davvero l’alimentazione migliore per i nostri animali e come influisce ciò che mangiano sul loro benessere non è semplice.

Tra spot, articoli sparsi per il web e i consigli di amici e parenti è facile fare confusione. Quindi cosa fare?

Sicuramente avvalersi del parere di un’esperto è un ottimo punto di partenza, proprio per questo abbiamo intervistato il Dott. David Bettio. Buona lettura!

Prima di iniziare ci teniamo a presentarti il nostro ospite.

Chi è David Bettio?

David Bettio è un medico veterinario omeopata. Esercita la professione a Parma da oltre 20 anni occupandosi di omeopatia, alimentazione e nutrizione naturale, medicina interna, anestesiologia, ematologia ed ecografia. Nel 1997 si diploma presso la Scuola di Medicina Omeopatica di Verona, di cui  dal 2003 ne è stato Docente effettivo e membro del Consiglio Direttivo.

david bettio

Ora insegna alla Scuola Triennale di Omeopatia Veterinaria della Società Italiana di Omeopatia Veterinaria, di cui è Presidente. Opera a Parma presso il Centro Veterinario OLIKOS, struttura dedicata alla cura omeopatica degli animali da compagnia che offre l’eccellenza nel campo della medicina omeopatica veterinaria.

Quanto incide un’alimentazione sana sul benessere psico-fisico dei nostri animali domestici?


Oggi sappiamo che il benessere passa anche attraverso l’alimentazione. Quindi il cibo sano è alla base della nostra salute. Lo diceva Ippocrate e lo asseriscono i medici di tutto il mondo, supportati sia dal buon senso sia dalla ricerca scientifica: il cibo è la prima forma di medicina preventiva, il cibo sano  e fresco significa salute.

Recenti studi sul microbiota intestinale , affermano con perentoria certezza, che il microbiota intestinale non è un organo a sé stante, ma fa parte di una complessa interazione tra tutti gli organi e apparati dell’individuo ed è in stretta correlazione con il sistema immunitario, neurologico, ormonale, metabolico e anche della psiche.

E’ parte di un flusso di informazioni che influenza, nel bene e nel male, molti comportamenti, tra cui le malattie.

Mangiar sano e vario, è il primo gesto fondamentale per la salute e il benessere del propio animale. E’ il primo gesto, la prima scelta di prevenzione primaria. 

Nessun medico si sognerebbe di consigliare di farci mangiare ogni giorno il medesimo cibo e per di più confezionato o prodotto dall’industria alimentare (a meno che non vi siano dei seri problemi specifici di salute).

A noi umani viene detto di nutrirci di cibi diversi e freschi, di variare affinché si possa avere accesso alla complessità di tutti i nutritivi presenti nel cibo. E perché non dovrebbe essere così anche per i nostri animali? Perché anche loro, esseri senzienti, non dovrebbero avere accesso ad una alimentazione varia e fresca?

L’alimentazione sana fresca e varia, istruisce il microbiota verso una maggiore biodiversità, che è sempre segno di maggiore salute. Questo è possibile raggiungerlo attraverso una alimentazione adeguata e non certo attraverso un cibo standardizzato e omologato.

Cosa si intende per alimentazione sana?


Il primo requisito è che il cibo deve essere vario e deve essere fresco. Sappiamo che il cibo non è una mera nutrizione ma anche una esperienza emotiva. Pensate al significato del latte materno sia per gli umani che per gli atri animali mammiferi.

Oggi giorno il cibo sta diventando una forma di socialità, di appagamento , di benessere, basti pensare a quando si partecipa a qualche cena tra amici oppure a tutta la miriade di trasmissioni televisive che parlano di cibo e ricette.

Bene, nessuno si sognerebbe di ingerire cibi preconfezionati per tutta la vita, vero? A meno che non sia nelle condizioni di doverlo fare, tipo gli astronauti.

Cibo fresco e vario , quindi, come prerequisito per il mantenimento della salute. Per i nostri cani e gatti, cibo fresco significa carne fresca e possibilmente cruda, interiora fresche e possibilmente crude, verdure fresche e di stagione crude o cotte, olii a freddo e qualche cereale cotto in chicchi (non da farine).  

La nutrizione è una esperienza. Fare esperienza è conoscere. Conoscere è evolvere. Evolvere è adattamento.

Come posso evolvere se faccio l’esperienza di un cibo omologato, uguale a se stesso tutti i santi giorni della mia vita? Quale adattamento-disadattamento , quale ginnastica cognitiva e fisiologica può fare il mio sistema biologico integrato se mangio tutti i giorni le medesime cose, magari anche ad orari prestabiliti?

La Natura non ci insegna questo. E’ per questo che anche nell’alimentazione dobbiamo ‘mimare’ il più possibile le condizioni naturali.

Questo si può ottenere solo con il cibo biologicamente appropriato, fresco e crudo, con una dieta casalinga oppure una dieta barf a base di materie prime fresche e crude. Mangiare tutti i giorni il medesimo cibo non ha alcun significo nutrizionale, etico ed evolutivo.

Il 70% del nostro sistema immunitario risiede nell’intestino, quindi anch’esso deve andare incontro ad un training cognitivo nei confronti dei vari nutrienti. Se non ci si adopera in questo senso, il prezzo da pagare è rifiutare ogni cosa che esce dal conosciuto, dallo standard, dalla omologazione.

La chiara risposta a queste considerazioni è che basta dare un pezzo di pollo ad un cane alimentato tutti i giorni a crocchette, perché manifesti vomito o diarrea. Questo non significa che la carne fa male o fa venir male, ma che il cane è ammalato.

E’ innegabile che dare un cibo adeguato all’etologia dell’animale sia la scelta migliore. Per me lo è ed è una condizione necessaria e sufficiente per proporre ai miei pazienti una alimentazione naturale rispettosa del loro etogramma di specie.

In questo senso si inserisce anche il bilanciamento della dieta che a mio parere non è necessario seguire così pedissequamente tutti i giorni. Non si è mai visto un animale che mangia la medesima cosa tutti i giorni e nelle medesime quantità. Neppure noi umani mangiamo ogni giorno la medesima cosa.

E’ ragionevole mangiare in modo vario usando cibo fresco e di ottima qualità, preferendo cibo di stagione. Perché non potrebbe essere così anche per i nostri animali? 

E’ indispensabile avere delle conoscenze di base sui tipi di alimenti idonei e in generale delle proporzioni da utilizzare, a meno che non ci siano delle necessità nutrizionali particolari in caso di malattia oppure in particolari momenti della vita, come ad esempio la gravidanza.

L’idea della dieta bilanciata è stata mutuata dall’industria mangimistica per le necessità degli allevamenti intensivi, dove è fondamentale razionare il cibo per ottenere le migliori performance produttive per un grande numero di animali limitando il più possibile i costi .

Questo tipo di approccio tecnico oggi sembra aver investito anche i cani e gatti, annullandone le caratteristiche individuali e le esigenze etologiche. Inoltre sembra aver creato una certa dipendenza dal cibo preconfezionato da parte dei proprietari.

Questo modello alimentare ha il vantaggio di essere comodo e di fare sentire sicuro l’utilizzatore, tanto che ha indotto a pensare che il cibo standardizzato sia vitale per il nostro animale e anche l’unico modo possibile per nutrirlo.

Penso anche che questo modello alimentare possa farci riflettere sulle responsabilità e il ruolo di chi decide di convivere con gli animali domestici. La comodità, la facilità di reperimento e i prezzi vantaggiosi ci inducono a credere che la detenzione di un animale sia una cosa di facile gestione senza pensare alle reali necessità di questi esseri senzienti che vanno aldilà della alimentazione, le cui conseguenze ricadono sulla collettività e sul benessere animale.

Posto che la scelta migliore è la dieta naturale, quali sono i primi passi per impostare questo tipo di alimentazione? E’ rischioso un approccio fai da te?


Capisco che attuare un piano dietetico casalingo che non è facile per tutti. Ma non è neppure impossibile.

E’ certo che si può instaurare un piano dietetico sano, fresco, sicuro e bilanciato anche senza ricorrere al cibo industriale. Viviamo una vita spesso fuori casa e il tempo da dedicare al cibo rimane poco anche per noi, figuriamoci per i nostri animali.

Esistono degli stratagemmi che ci posso aiutare in questo, ci sono delle piccole strategie nella preparazione del cibo che possono orientarci verso il vero benessere dei nostri cani e gatti.

Alcuni veterinari, ancora pochi per la verità, possono consigliare i proprietari di animali nella gestione completa di una dieta preparata in casa. Farsi consigliare bene è fondamentale ad evitare un ‘fai da te’ rischioso. Si imparerà quindi a somministrare carne cruda, frattaglie, verdure e ossa polpose senza entrare nel vortice della paura che un tale alimento possa essere dannoso o pericoloso per il proprio animale.

Il primo passo è informarsi. Ci sono alcuni veterinari che possono fornire utili consigli, sono stati editi anche molti libri e ci sono informazioni utili reperibili in rete sulla dieta naturale – se per naturale si intende una dieta etologicamente appropriata. Informarsi è fondamentale perché è la prima consapevolezza del percorso che si vuole scegliere.

La dieta naturale, casalinga o BARF, va bene per qualsiasi cane e in qualsiasi età, cuccioli compresi, o ci sono eccezioni?


La qualità e la quantità che devono essere fornite di  principi nutritivi non sono le stesse per tutta la durata della vita dell’animale ma, ovviamente, variano anche solo considerando gli stadi fisiologici (e, a maggior ragione, se subentrano stati patologici).

Non c’è una dieta che va bene per qualsiasi cane. Il cane è un essere senziente che presenta gusti propensioni e comportamenti propri – oppure delle problematiche specifiche di salute – , ed è inserito nel contesto della vita del proprio conduttore.

La dieta del cane comprende quindi l’insieme del trinomio animali- uomo- ambiente, che il veterinario deve prendere in considerazione per elaborare la dieta più adatta al quello specifico caso.

Spesso i proprietari, per questioni di tempo o logistiche, non riescono a seguire un’alimentazione naturale. In caso di cibo industriale, quali sono i fattori di cui tener conto per fare una buona scelta?


In mancanza di possibilità di attuazione di una dieta casalinga, si può ricorrere al cibo pre-confezionato (umido e secco).

In questo caso consiglio di prendere un alimento confezionato le cui materie prime sono fresche  e di origine biologica certificata.

Prediligo la scelta, in generale, di cibo umido e non secco, questo perché le ‘prede’ dei nostri carnivori  spesso hanno un elevato contenuto di umidità.

Inoltre consiglio cibi che presentano nella loro ricetta ciò che ricalca una dieta casalinga: carne fresca, frattaglie, ossa e fibre.

Esistono in commercio preparati cotti al vapore di altissima qualità. Inoltre prendere in considerazione il biologico è capire come cibo-ambiente-animale-uomo sono in stretto rapporto e a cascata con la salute del cittadino – quindi anche degli animali – e dell’ecosistema.

Particolare attenzione va fatta alla somministrazione nella dieta di carboidrati, infatti I “carboidrati sono largamente inclusi nell’alimentazione degli animali da compagnia sia per questioni legate alla tecnologia di produzione dei mangimi sia perché rappresentano un’importante fonte energetica. Nonostante ciò non esistono dei veri e propri fabbisogni specifici per i carboidrati poiché il glucosio da questi apportato può anche essere ottenuto attraverso gli aminoacidi glucogenetici o attraverso il glicerolo derivante dai grassi” (fonte Vetpedia).

Cani e gatti sono ancora dei carnivori, di conseguenza i carboidrati hanno poca rilevanza rispetto ai loro bisogni nutrizionali, a parte particolari considerazioni.

Capita che in alcuni casi il veterinario consigli linee di cibo terapeutiche e medicate. Sono davvero di beneficio per i nostri animali?


Gli sforzi delle industrie alimentari del pet-food sono in qualche modo apprezzabili perché servono la necessità di avere un cibo conservabile, disponibile e comodo nell’utilizzo.

Recentemente sono state messe in vendita delle formulazioni di cibo secco industriale ‘per razza’, nel tentativo, goffo, di essere rispettosi almeno di qualche caratteristica che differenzia le esigenze nutritive tra un chihuahua e un pastore maremmano. Ma la sostanza non cambia.

Uno sforzo apprezzabile è rivolto a cani con problematiche sanitarie di varia gravità. Queste formulazioni sono di beneficio per chi vuole assicurare al proprio cane un cibo terapeutico preconfezionato, ma – se ci si rivolge a veterinari competenti – si può attuare un piano nutrizionale adeguato a qualsiasi esigenza sanitaria e patologica.

Così esistono piani adeguati di diete casalinghe per pazienti con problematiche renali, alle vie urinarie, al fegato, per gastroenteriche, dermatologiche e oncologiche.

Empatia: capacità di mettersi in ascolto. Un cibo empatico per lei è…?


La nutrizione è un elemento fondamentale per la salute. Ma lo è anche per la relazione. E’ l’accesso alle sostanze nutritive plastiche e metaboliche, ma non è solo questo. E’ anche una psico-alimentazione che può aiutare i nostri animali nella loro crescita psichica, relazionale, emotiva, cognitiva.

Quindi, se il cibo è una esperienza neuro-cognitiva, questo dovrebbe essere dato nel rispetto evolutivo specie-specifico. L’idea, quindi, che esista un pet-food in grado di fornire a cani e gatti tutti i nutrienti di cui avranno bisogno durante il corso della propria esistenza è un mito, così come credere che non ci possano essere delle conseguenze date da un tale tipo di alimentazione.

Preparare, proporre e offrire il cibo al nostro animale non è un mero gesto meccanico di sopravvivenza. Contiene in sé molti altri messaggi: primo tra tutti, e più ovvio e conosciuto, il messaggio di consolidamento del rapporto tra conduttore e animale; secondo e non meno importante, ma del quale ci siamo dimenticati, è il rapporto tra animale e ambiente, il rapporto tra cibo e natura, tra l’animale e la sua esperienza del mondo attraverso il cibo. Ciò si può attuare solamente se il cibo è naturale, sano e fresco poiché è l’unico che contiene in se l’essenza vitale di tutti i suoi elementi.

La nutrizione, quindi, contiene in se gli elementi essenziali come proteine, grassi, carboidrati, fibre, micro-macro elementi, vitamine etc etc, ma anche degli elementi ‘sottili’, elementi legati al modo di mangiare o di proporre il cibo, alle materie dalle quali derivano i cibi che utilizziamo per le nostre ricette, principi legati alla sfera emotiva, del rapporto e del rispetto dell’etogramma specie-specifico.

Prendersi cura della nutrizione del proprio animale è partecipare attivamente alla relazione con l’animale che condivide con noi un pezzo della nostra vita.

“In questo momento storico l’animale può aiutare l’uomo a riscoprire il suo lato autentico, quello legato all’emotività che viene soppressa da una vita fatta di angosce quotidiane. L’animale invece con la sua gioia primordiale, la sua voglia di vivere è veramente terapeutico, ma dobbiamo permettere all’animale di vivere in un suo ambiente più autentico in maniera da preservarlo in queste sue espressioni“.

Si conclude qui l’intervista, è stato illuminate apprendere quanto sia importante considerare l’alimentazione qualcosa che va ben oltre l’idea di sfamare i nostri animali. Prendere in considerazione tutti i fattori riguardanti l’alimentazione, dal rapporto cibo-ambiente-animale-uomo all’esperienza neuro-cognitiva, dalla varietà e qualità degli alimenti alla gestione della ciotola, è l’unico modo per essere davvero di beneficio per i nostri compagni di vita.

Se desideri metterti in contatto con il Dott. David Bettio clicca sul link qui sotto:

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Emanuele Vaira
Consulente Alimentare Reico. Responsabile Web e Autore di Empathy Food.

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