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Cibo per gatti sterilizzati. Sicuro che faccia bene?

Autore:

Beatrice Di Mauro

Pubblicato il:

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Cibo per gatti sterilizzati

Il cibo per gatti sterilizzati è uno dei cibi che va per la maggiore nel mondo del pet food, ma cosa caratterizza questo cibo? E soprattutto, sei sicuro che faccia davvero bene al tuo gatto?

In questo articolo, scopriremo insieme da cosa è composto questo cibo e soprattutto se è un cibo sano ed appropriato.

Inoltre, leggendo, scoprirai l’unico rimedio, certo ed infallibile, per fare la scelta migliore.

Prima , però, un piccolo chiarimento.

Cosa si intende con “sterilizzazione”?

Sterilizzazione”: un termine spesso usato impropriamente.

Tecnicamente, infatti, per sterilizzazione si intende la chiusura delle tube di Falloppio nelle femmine e la vasectomia nei maschi. 

Tutto questo porta l’animale a essere sterile, ma non ha effetti a livello ormonale.

Diversa è la castrazione, che prevede l’asportazione delle ovaie, e talvolta anche dell’utero nelle femmine, e dei testicoli nel maschio.

Cosa comporta la castrazione?

In questo caso, l’intervento comporta delle alterazioni a livello ormonale e metabolico nell’animale, che influiscono tanto a livello comportamentale quanto a livello fisico.

Nello specifico, una delle conseguenze che questo tipo di intervento può comportare sull’animale, è quello di un rallentamento del metabolismo, accompagnato da un senso di fame. 

Rallentamento del metabolismo, dunque, più aumento della fame: un’ottima combinazione per trasformare la tua tigre da salotto nel famoso Garfield!

Non a caso, infatti, l’obesità è spesso una delle prime conseguenze della castrazione ed è per questo che la soluzione più diffusa è quella di correre ai ripari utilizzando un cibo che aiuti a prevenire questa problematica.

Cosa fa il cibo per gatti sterilizzati?

In effetti, il cibo per gatti sterilizzati in commercio ha la funzione di offrire un apporto calorico più contenuto, garantendo il mantenimento del peso forma ottimale.

Ma come?

Se leggi con attenzione la loro composizione, riportata in etichetta, ti accorgerai che sono cibi molto ricchi di fibre, attraverso una presenza massiccia di mais, riso, piselli o lenticchie.

Questi alimenti fanno raggiungere il senso di sazietà più in fretta, ma sono, al contempo, più difficili da digerire dall’organismo, che non riuscirà ad assimilarli.

L’altra caratteristica, poi, di questi cibi, è quella di contenere delle proteine di scarsa qualità

Nella loro composizione, infatti, di carne effettiva ce ne è pochissima. 

Spesso questa voce è accompagnata o sostituita da quella di “proteine” o “idrolizzato di proteine”. 

Ingredienti, questi, che hanno un valore biologico completamente diverso da quello delle carni, tant’è che, quando il gatto se ne ciba e li digerisce, si trasformano perlopiù in scorie azotate che l’organismo deve riuscire a smaltire.

Proprio come le fibre, anche questo tipo di proteina si traduce in un alimento difficile da assimilare per il gatto.

Da tutto ciò, immagino che tu capisca chiaramente quello che è il meccanismo.

Questo cibo fa sicuramente dimagrire il gatto ma lo fa offrendogli, di fatto, sostanze che non sono in grado di nutrirlo adeguatamente al 100% e facendogli raggiungere, comunque, il senso di sazietà.

Cosa fare?

Evitare che il tuo gatto diventi obeso è sicuramente importante, diversamente metteresti seriamente a rischio la sua salute ed il suo stile di vita.

Tuttavia, per farlo al meglio è necessario scegliere alimenti che, da un lato, assicurino un apporto calorico contenuto ma la contempo non pecchino in qualità e in un adeguato bilanciamento, che deve essere sempre appropriato ad un carnivoro obbligato quale è il gatto.

Del resto, abbiamo già avuto modo di sottolineare più volte quanto sia importante, direi vitale, per un gatto una dieta bilanciata che rispetti la sua specie di appartenenza.

Al riguardo, se te lo fossi perso e desideri avere le idee più chiare sull’argomento, ti consiglio l’articolo “Qual è il migliore cibo per gatti?”. Per leggerlo, CLICCA QUI.

Nello specifico, ciò che dovrai fare non è, poi, così diverso da quello che faresti se fossi tu a dover dimagrire! Dovrai cioè:

  • limitare l’apporto di grassi
  • limitare tutte quelle sostanze che aumentano il livello glicemico, quindi amidi e zuccheri
  • privilegiare quelle carni che hanno un minor apporto di grassi e quindi un minor apporto calorico, come per esempio, le carni bianche

La cosa più semplice ed anche la migliore da fare è scegliere una dieta naturale

In questo caso, è importante che tu ti rivolga a un veterinario, nutrizionista, che riuscirà a prescriverti una dieta ad hoc, studiata appositamente per il tuo gatto, che ne rispecchi le esigenze di razza e di individuo.

Se, invece, preferisci il cibo industriale, scegli cibi che abbiano un apporto di amidi contenuto, e perciò poveri di carboidrati o legumi, e che abbiano veramente come primo ingrediente la carne, prediligendo le carni bianche, come tacchino o pollo.

Il segreto infallibile per la scelta migliore

Per essere sicuro che il cibo scelto abbia davvero tutte queste caratteristiche, c’è un unico ed infallibile modo! Quale? La lettura della composizione riportata in etichetta.

In questo caso, dovrai stare ben attento a non farti trarre in inganno da terminologie ambigue

Fai attenzione, quindi, se, per esempio, trovi la dicitura “carne fresca” nella composizione di un prodotto secco, o se la parola carne manca ed appare, invece, la sola indicazione dell’animale. 

La scritta “pollo” è ben diversa da “carne di pollo”. 

Solo in quest’ultimo caso potrai essere sicuro che del pollo sia stato usata prevalentemente la carne anziché gli scarti come tendini, cartilagini o ossa.

Se hai comunque dei dubbi sulle diciture che trovi nella tua etichetta, la lettura di questa guida rapida ti potrà essere d’aiuto.

Oppure, puoi sempre contattarci per una consulenza gratuita e personalizzata. Per saperne di più e fissare il tuo appuntamento,CLICCA QUI.

In definitiva

Garantire al tuo gatto un peso forma perfetto significa renderlo sano ed anche felice! 

In questo l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale e, perciò, spero di averti dato spunti utili ed interessati.

Un ultimo consiglio, però: fai attenzione anche allo stile di vita!

Anche se si tratta di un gatto da appartamento, assicurati di fargli fare del movimento, attraverso un arricchimento ambientale opportuno, che rispecchi le esigenze di razza. 

Se hai un Munchkin, il gatto con le zampe corte, per esempio, non creare strutture troppo verticalizzate e con punti di appoggio troppo lontani gli uni dagli altri. 

Se, invece, hai i parenti più stretti dei selvatici, come i Bengala o i Savannah, al contrario, dovrai avere in casa una vera e propria “giungla”, con molte pedane e possibilità di saltare e arrampicarsi.

Proponi in maniera diversa anche il cibo. 

Stimola il loro lato predatorio ed evita che l’animo da Garfield emerga! In commercio esistono tantissimi giochi che permettono al gatto di stimolare questo suo comportamento.

Li conosci e magari li utilizzi già? Faccelo sapere nei commenti! 

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