Consulenza gratuita +39 3490572210​

Filaria: cos’è e quali sono i rischi

Autore:

Ludovica Bucci

Pubblicato il:

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
filaria

In questo articolo parliamo della filaria, una malattia molto rischiosa per i nostri cani.

Tutti noi amiamo i nostri amici a quattro zampe e vogliamo sempre il meglio per loro. Un modo per prendersi cura di loro è quello di controllare costantemente la loro salute, garantire loro una vita appagante, appropriata ai loro bisogni, partendo, in primo luogo da un’alimentazione sana ed equilibrata. 

Tuttavia, ogni volta che vediamo qualcosa di strano o un atteggiamento anormale attuato dal nostro cane, la cosa migliore è sempre quella di contattare il veterinario di fiducia. In questo modo si potrà stilare una diagnosi precisa e si sarà pronti ad intervenire per garantire una rapida guarigione al nostro cane. 

Una delle malattie più note che, specie con l’avvento della bella stagione, può colpire il cane è la Filaria.

Cos’è la Filaria?

La Filaria è un parassita trasmesso dalla zanzara, pare, in particolare, dalla zanzara tigre.

Si tratta di una malattia presente soprattutto al nord, nelle zone comprese tra la Lombardia e la pianura Padana, tutte attraversate dal fiume Po. Sfortunatamente questi casi sono in aumento anche in altre zone d’Italia. In modo specifico in Sardegna, Sicilia, Campania e in tutta la Toscana per la presenza dell’Arno. 

Di parassiti della famiglia dei Filariroidea ne esistono, nello specifico, due tipologie:

  • La Dirofilaria Immitis, che non si trasmette all’uomo e che ha la caratteristica di immettersi nell’organismo fino ad arrivare al cuore
  • La Dirofilaria Repens, più rara, trasmissibile all’uomo e che causa noduli ed eruzioni cutanee

La forma più grave di Filariosi è quella che coinvolge il sistema cardiopolmonare: le larve del parassita entrano direttamente nel sistema circolatorio e una volta cresciuti e diventati vermi, raggiungendo la lunghezza di 15 cm, si depositano vicino al cuore e ai polmoni, causando disturbi cardiaci e respiratori. 

 Non solo! Se i vermi sono presenti in grandi quantità, possono compromettere a tal punto il cuore da non consentirgli più di battere!

Non c’è un vero e proprio tempo di incubazione, essa può manifestarsi anche dopo mesi dal momento del contagio. Proprio per questo è importantissimo fare controlli periodici, in modo da poter intervenire tempestivamente. 

Manifestazione della malattia 

I primi sintomi della Filaria possono essere abbastanza blandi.

Sono sintomi che variano a seconda del parassita responsabile della malattia e a seconda anche degli organi che sono stati compromessi.

Possono, quindi, verificarsi episodi di pruriti intensi o la comparsa di noduli sottocutanei

Diversamente, un segnale che potrebbe farci porre il problema è quello della diminuzione dell’appetito

L’animale inizierà ad avere sempre meno fame, fino ad arrivare al digiuno totale. 

Un terzo segnale importante è il rifiuto di fare esercizio fisico, anche il più semplice. Nel momento in cui scendere per fare i bisogni o la passeggiata quotidiana diventeranno una costrizione, contatta subito il veterinario. 

Allo stesso modo contattalo se il tuo cane si presta all’attività fisica, ma subito dopo si accascia con della tosse secca oppure se ha episodi di tosse notturna.

I sintomi, come detto poco sopra, variano, infatti, a seconda dell’organo che è stato compromesso e sebbene nel caso della Dirofilaria Immitis l’organo finale in cui i vermi si depositano è il cuore, spesso sono coinvolti anche i polmoni. 

Per questo i sintomi sono i medesimi delle patologie cardiache o respiratorie.

Se noti che il tuo compagno a 4 zampe presenta una o più di queste sintomatologie, contatta immediatamente il tuo veterinario di fiducia per iniziare al più presto la somministrazione di una cura efficace

Se la malattia progredisce senza essere trattata, può portare all’embolia polmonare, insufficienza cardiaca e segnali neurologici. 

Tutto ciò, purtroppo, può condurre anche alla morte. 

La diagnosi viene eseguita tramite un test sul sangue dal nome SNAP Test 4Dx, il cui esito si ottiene in meno di dieci minuti. In caso di esami più approfonditi, il veterinario consiglierà analisi del sangue, una radiografia al torace e un’ecocardiografia. 

Trattamento e prognosi

La terapia da seguire è complessa e prevede tendenzialmente l’utilizzo di farmaci il cui dosaggio sarà indicato dal veterinario in base allo stadio e al progredire della Filaria. Bisogna innanzitutto verificare quanto tempo le filarie sono rimaste nel cuore dell’animale. Questo potrebbe rendere il cane cardiopatico a terapia conclusa, dato che il danno causato al cuore non è reversibile. 

La profilassi è sempre la scelta migliore per evitare l’infestazione, soprattutto nella zona del cuore e dei polmoni. 

Come abbiamo già avuto modo di approfondire nell’articolo dedicato alla zecca, la tipologia di profilassi può variare a seconda della zona in cui vivi o passi i periodi più caldi dell’anno. 

La profilassi varia anche in base allo stile di vita condotto dal cane: un cane che passa abitualmente giornate intere all’aperto sarà certamente più esposto di un altro che fa giusto qualche passeggiata.

In quest’ultimo caso, per esempio, dei rimedi naturali a base di Olio di Neem, possono essere sufficienti, diversamente si può optare per la somministrazione di un farmaco specifico che, nella maggior parte dei casi, viene dato per bocca o per quello che, spesso, viene chiamato impropriamente vaccino.

Si tratta di un trattamento specifico che inibisce la crescita e la conseguente riproduzione delle larve, da somministrare una volta all’anno, inoculato nel cane tramite iniezione e per questo, a volte, confuso con un vaccino. 

Quale sia la scelta più appropriata al tuo caso te lo potrà dire con precisione solo il tuo veterinario di fiducia che oltre a conoscere le zone territoriali più esposte al rischio, conoscerà al meglio anche lo stato clinico del tuo cane.

Di certo, anche una disinfestazione stagionale del giardino o della tua abitazione potrà essere di aiuto, così come una vera e propria attività di bonificazione che da un lato dovrà eliminare le larve e dell’altro uccidere o quantomeno allontanare gli insetti adulti.

Alcuni validi accorgimenti al riguardo possono essere:

  • Eliminare ogni forma di ristagno di acqua come sottovasi, recipienti o teli che si usano per coprire materiali di diverso genere
  • Svuotare periodicamente quei giochi che contengono acqua come le piscine gonfiabili
  • Munirsi di macchine cattura zanzare 

A tal proposito, ad oggi, ci sono davvero tante soluzioni, tra cui diverse macchine assolutamente non inquinanti che riescono ad attrarre solo le zanzare femmine e cioè quelle più pericolose, che pungono e si riproducono. 

Sono soluzioni del tutto ecologiche che non usano sostanze nocive e non compromettono la vita di altri insetti da tutelare, come le api.

Una ricerca su internet ti permetterà sicuramente di avere ampia possibilità di scelta!

Lascia un commento