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Il gatto non mangia? Ecco 9 motivazioni che devi conoscere

Autore:

Beatrice Di Mauro

Pubblicato il:

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il gatto non mangia

Non riesci a capire perché il gatto non mangia? 

Le cause possono essere tante, dal disturbo gastrico al “vizio”. Qui te ne esporrò 9 tra le più comuni!

Gatti e cibo: un rapporto spesso conflittuale

I gatti, come ben sai, sono noti per il loro particolare rapporto con il cibo. Ci sono quelli che mangerebbero anche il loro umano, e quelli che si lascerebbero morire di fame.

I gatti che non mangiano vengono chiamati schizzinosi o viziati, ma spesso non è così. Questo dipende dalla loro stessa natura felina. È normale per un gatto non finire la ciotola, mangiare solo qualche boccone e poi allontanarsi.

Quando non mangia, è importante capire se c’è una causa esterna o se il comportamento è legato alla sua indole.

Perché il gatto non mangia: le cause

Vediamo insieme, dunque, 9 possibili cause.

Malattia

Se il gatto non mangia, potrebbe semplicemente non stare bene.

Averlo in casa ti aiuterà a capire se qualcosa non va: potrà sembrarti mogio, letargico, potrebbe mostrare sintomi come il vomito o la perdita di peso. 

In questo caso, se non si tratta di una classica “influenza”, di quelle che passano in un paio di giorni, è sempre meglio contattare un veterinario, per inquadrare subito la causa.

Intossicazione

Può capitare che il gatto mangi qualcosa di tossico o nocivo, che lo porti a stare male e a rifiutare ogni altra forma di cibo. 

Questa causa è più comune tra i gatti che vivono all’aperto o tra i Garfield di turno, che ingurgitano ogni cosa capiti loro a portata di zampa.

Recente vaccinazione

Se hai fatto fare da poco il vaccino al tuo gatto e vedi che nei giorni successivi è poco invogliato a mangiare, non preoccuparti, potrebbe trattarsi di un semplice effetto collaterale passeggero. 

Tienilo monitorato e per ogni dubbio contatta il veterinario!

Caldo

Esattamente come il cane, il gatto suda solo attraverso parti specifiche del suo corpo, come polpastrelli e bocca, e ha solo le orecchie come mezzo di dispersione del calore. 

Per questo motivo, un gatto che non mangia durante l’estate è cosa normale.

In generale ti sembrerà meno attivo ma non preoccuparti: se così non fosse, un aumento di temperatura interna potrebbe portarlo a un colpo di calore o ad un malessere.

Oltretutto, anche la digestione aumenta la temperatura interna.

Bolo di pelo

I gatti amano la pulizia, non gradiscono la lettiera sporca e passano la maggior parte del loro tempo a leccarsi, per togliersi di dosso ogni specie di sporcizia e soprattutto il pelo morto.

Non sono, però, capaci di sputare e, pur essendo per questo più educati di moltissimi umani, sono così costretti a ingerire il pelo, che si trasforma in una pallina che, una volta arrivata nello stomaco, viene vomitata. 

Tuttavia, può capitare che il gatto non riesca a rigurgitarlo. 

Questo capita nei periodi di muta, quando il pelo in eccesso è in quantità maggiore, e soprattutto quando non si ha l’abitudine di spazzolare regolarmente il gatto.

Il bolo resta intrappolato nell’intestino, e può causare diverse problematiche: apatia, conati ripetuti, stitichezza e inappetenza.

Questa è una delle cause più frequenti per cui il gatto smette di mangiare e spesso accade improvvisamente, da un giorno all’altro.

Solitamente, in questi casi, basta aggiungere al cibo dei prodotti a base di malto, ne esistono moltissimi in commercio, ma se non dovesse bastare, contatta subito il veterinario, perché a livello intestinale è molto pericoloso.

Problemi psicologici

I gatti sono animali abitudinari, non amano i cambiamenti, specie se improvvisi… Garfield non ha apprezzato quando John gli ha presentato il suo nuovo compagno cane!

Per questo motivo, se il tuo gatto non mangia e hai già escluso tutte le cause di natura fisiologica, potrebbe trattarsi di un problema psicologico, di una specie di depressione.

Un trauma, una brutta esperienza, un trasloco o un lutto, sono solo alcune delle possibili cause. 

In questi casi, in genere, il gatto rifiuta anche l’acqua, ed entra in uno stato generale di apatia.

Cambio di routine

Il gatto è portato a seguire schemi rigidi nell’ambito della sua routine.

Con routine si intende sia quella riferita all’ambiente domestico, che quella dell’animale selvatico che è ancora in lui.

Ogni volta che la routine viene compromessa, si può generare quello stato di stress che incide sui comportamenti del gatto, anche quelli alimentari.

Dal punto di vista di routine domestica, gli eventi che possono incidere sono anche il nostro stile di vita e la disposizione del set ambientale.

Anche l’illuminazione e il riscaldamento sono dei fattori da tenere in considerazione, così come il non avere uno stile di vita regolare. Se lavori su turni è infatti più facile destabilizzare il gatto, anche una vita sociale molto movimentata incide. 

I gatti non sono soprammobili, hanno bisogno di noi tanto quanto i cani.

Dal punto di vista della routine felina, invece, il non poter avere a disposizione il cibo, come la pantera che è in lui vorrebbe, induce spesso il gatto a non mostrare grande apprezzamento verso la ciotola che gli viene offerta. 

Il gatto è portato a fare tanti e piccoli pasti, anche di notte. Può arrivare addirittura a venti pasti pasti in ventiquattro ore. Inoltre, il pasto non ha una valenza sociale, come lo ha invece per noi e per i cani. 

È solo un modo per ricaricare le batterie.

Per questo, lo stile alimentare che, a volte, offriamo ai gatti, fatto di due o tre ciotole in meno di ventiquattro ore e la notte a digiuno, non rientra nel normale comportamento alimentare di questo fantastico e misterioso animale.

Se vuoi essere sicuro di non sbagliare e vuoi conoscere quante volte è più corretto dare da mangiare al tuo gatto, CLICCA QUI per l’articolo di approfondimento.

Gestione della ciotola

Il gatto può non mangiare anche per il fatto che la ciotola non è posizionata nel posto corretto

Il gatto, infatti, suddivide le zone della casa in base alla funzione che gli ha attribuito: zona riposo, zona toilette, zona caccia e zona ristoro.

Se la ciotola è vicino alla lettiera, è molto probabile che il gatto non mangi. 

Del resto, come biasimarlo: tu mangeresti mai nella stessa stanza dove fai “i tuoi bisogni”?

Fai attenzione che la ciotola sia in una zona con molta privacy, perché il gatto, generalmente, vuole mangiare in solitaria.

Ti ricordi tutti i regalini che il tuo gatto ti ha portato, tra lucertole e scarafaggi? 

Ecco, non sono regali ma solo la dimostrazione del suo bisogno di riservatezza.

Il gatto, infatti, dopo aver cacciato, ha bisogno di consumare la preda in un luogo sicuro, appartato. 

Così come i grandi felini del deserto, ghepardi e leopardi, portano le antilopi sugli alberi, i nostri gatti portano le lucertole a casa, su tiragraffi, sedie o sotto i tavoli.

Se hai più di un gatto, ricordati, poi, che sono anime solitarie. Per questo, con le dovute eccezioni, i gatti preferiscono di solito mangiare da soli, senza aver vicino loro simili o altri animali. 

In definitiva, anche se ti sembrano tranquilli, sempre meglio dedicare loro degli spazi appropriati, dove consumare in pace “le loro antilopi”.

Gusto

Il gatto può non mangiare anche perché quello che gli proponiamo non gli piace o non lo soddisfa abbastanza.

A tal proposito, la lettura dell’articolo su qual è il cibo migliore per un gatto, ti potrà essere di aiuto.

In generale, comunque, ciò che più conta è accertarsi sempre della qualità del cibo utilizzato, specie se si tratta di quello industriale.

Accertati che abbia una composizione adeguata, leggendo con attenzione l’etichetta, e se hai bisogno di un aiuto, ti ricordo che in Empathy Food e un servizio gratuito di consulenza alimentare

Inoltre, tieni anche presente che il gatto percepisce i sapori in modo molto differente dal nostro: non avverte il dolce o il salato, ma il sapore degli amminoacidi. Sono attratti da alcuni e ne rifiutano altri.

In questi casi, quando rifiuta il cibo, non significa necessariamente che non gli piaccia il tonno o il tacchino, ma piuttosto che percepisce in maniera differente ed evidentemente non gradita gli amminoacidi presenti nella scatoletta. 

Queste preferenze percettive si realizzano nella prima fase di vita percettiva del gatto, in quanto il cucciolo sarà portato a replicare tutti i comportamenti della madre ,anche dal punto di vista alimentare.

Meno la mamma gatta ha esperienza di cibi diversi, meno il gattino avrà voglia di sperimentare sapori differenti. 

Al contrario, capita che il gatto “si stufi” del cibo abituale e sia incuriosito da nuovi sapori. 

Questo comportamento, noto come “effetto monotonia”, spiega perché il gatto improvvisamente decida di fare lo sciopero della fame, costringendoti a comprare tutto ciò che offre il tuo petshop di fiducia per trovare quell’unica scatoletta che mangerà. 

In definitiva

Le cause per cui un gatto non mangia possono essere molteplici anche perché spesso collegate alla storia, allo stile di vita o allo stato di salute di quel gatto specifico, inteso come individuo a sé.

Tuttavia, delle indicazioni generali di riferimento sono utili anche perché molte di queste si riferiscono alla natura stessa del tuo felino di casa e ti potranno, così, aiutare a comprenderne meglio i bisogni e di conseguenza i comportamenti, a partire proprio da quello di rifiuto del cibo. 

Ed è proprio quello che speriamo accada con la lettura di questo articolo!

Faccelo sapere nei commenti! 

E ricordati che se vorrai, potrai sempre contattarci per una consulenza alimentare gratuita se sospetti, invece, che il problema stia tutto nella qualità del cibo scelto.

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