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La zecca nel cane: sintomi e rimedi

Ludovica Bucci
zecca nel cane

La zecca nel cane è un pensiero a cui, ormai, tutti noi proprietari siamo abituati: ogni anno, specie con l’avvicinarsi della bella stagione, iniziamo a preoccuparci che questi parassiti si tengano alla larga dai nostri animali.

Ma sai esattamente come è fatta una zecca?

E soprattutto, conosci quali sono i rischi di un suo morso

Per saperlo ti basterà proseguire nella lettura, durante la quale scoprirai le caratteristiche di questo parassita e le malattie che può trasmettere al tuo cane.

Alla fine della lettura, sarai più consapevole dei rischi che si corrono e di quanto sia importante un’adeguata profilassi, ma non solo!

Conoscerai anche alcuni rimedi naturali che ti potranno essere utili e avrai delle indicazioni “pronto uso” su come estrarre il più correttamente possibile questo ospite indesiderato dal tuo cane.

Non ci resta che iniziare!

Cosa sono e come sono fatte le zecche?

Le zecche rientrano nella stessa famiglia di ragni e scorpioni. Sono, infatti, aracnidi che appartengono, nello specifico all’ordine degli Ixodidi.

In tutto il mondo esistono ben 900 specie di zecche e solo in Italia ne sono state registrate 36.

Le famiglie principali in cui possiamo catalogare le diverse tipologie di zecche sono due, nello specifico: zecche dure o Ixodidae e zecche molli o Argasidae.

Le prime sono munite di uno scudo protettivo, da cui prendono il nome, scudo che nei maschi copre tutto il dorso, mentre nelle femmine solo la parte anteriore del corpo.

Le seconde, invece, sono definite molli proprio per l’assenza dello scudo dorsale e sono una specie meno diffusa nei nostri territori, sebbene non completamente assente.

Le zecche più pericolose per i nostri cani e anche per noi umani appartengono alla famiglia delle zecche dure. In particolare, si tratta delle zecche chiamate zecche dei boschi (o Ixodes ricinus) e delle zecche del cane (o Rhipicephalus sanguineus).

In generale, le zecche sono ectoparassiti, che vivono, cioè, sul corpo di un altro essere vivente ed ematofagi obbligati. In altre parole, devono necessariamente cibarsi di sangue per potersi sviluppare.

Nel vero senso della parola!

Una volta che l’uovo si è schiuso, infatti, le zecche devono per forza cibarsi di sangue per passare da uno stadio all’altro del loro ciclo biologico.

Nello specifico, il ciclo biologico di una zecca è composto da quattro stadi:

  • uovo: durante questo stadio la zecca è, ovviamente, ancora del tutto innocua
  • larva: dalle dimensioni davvero microscopiche, munita di sole tre zampe
  • ninfa: durante questo stadio il corpo si è sviluppato ed è dotato del numero definitivo di 4 zampe, semplicemente le dimensioni del parassita saranno ancora molto piccole, simili alla testa di uno spillo
  • adulto: il parassita ha raggiunto il pieno sviluppo, arrivando ad avere le dimensioni di un piccolo ragno

Il corpo di una zecca adulta può arrivare anche a misurare un centimetro ed è composto da una parte tondeggiante, seguita dall’apparato boccale, tecnicamente chiamato rostro, che è munito di piccoli dentini capaci di trapassare la cute del cane.

Dove vivono le zecche?

habitat zecche

L’habitat ideale per le zecche varia a seconda della loro specie di appartenenza: ambienti freschi ed umidi, ricchi di vegetazione arbustiva, sono particolarmente adatti per le zecche dei boschi; zone più calde, con scarsa vegetazione, sono invece predilette dalle zecche del cane.

Tuttavia, ogni luogo in cui sono presenti molti animali, come i pascoli o le stalle, è di certo tra i loro preferiti.

L’attività di questi parassiti è strettamente collegata a fattori climatici, del resto siamo abituati a pensare alle zecche nel cane come un problema stagionale, tipico dei mesi caldi, meno di quelli freddi.

Nei mesi invernali, infatti, le zecche vanno in una sorta di letargo, cercando riparo sotto le pietre, sotto la vegetazione o nelle fessure dei muri, soprattutto delle stalle o dei ricoveri per animali.

Questo periodo di riposo non mette in difficoltà la zecca che, anzi, può restare in uno stato di completa inattività e digiuno per mesi ed anche per anni interi!

Con l’arrivo della bella stagione, si attivano e resteranno tali fino a quando le temperature lo consentiranno, quindi solitamente fino a tutto il periodo autunnale. 

Come trovano la loro “preda” e come si nutrono?

Durante il loro periodo di piena attività, le zecche si posizionano alle estremità di pietre, piante ed arbusti, attendendo il passaggio di un ospite, come il nostro cane o perché no, come anche noi umani.

Come abbiamo detto poco sopra, le zecche non sono munite di una vera e propria testa con tanto di occhi, tuttavia hanno dei particolari organi sensoriali, posti alle estremità delle prime zampe, in grado di captare movimenti ma soprattutto segnali chimici.

L’anidride carbonica, il calore e l’acido lattico emessi dal nostro cane sono ciò che consente alla zecca di accorgersi della sua presenza e di arrampicarsi sul suo corpo.

È a questo punto che la zecca affonda il morso che è, però, indolore: prima ancora di iniziare a succhiare il sangue, infatti, il parassita inocula nel corpo del cane una piccola quantità di saliva che ha proprietà anestetiche.

Il cane, quindi, non se ne accorge ma la zecca inizia il suo pasto, che può durare dai 2 ai 7 giorni.

Durante il pasto, la zecca alterna fasi in cui succhia il sangue ad altre di rigurgito, finalizzate a far perdere al sangue la sua parte più liquida.

È proprio il rigurgito la via principale di trasmissione di malattie.

Le principali malattie trasmesse dalle zecche

La zecca nel cane non è, quindi, pericolosa tanto per il suo morso quanto, piuttosto, per la sua capacità vettoriale, cioè la capacità di essere un mezzo di trasmissione di agenti patogeni, anche molto pericolosi.

La zecca può aver contratto una data malattia o dalla madre, durante la fase di gestazione o dal sangue succhiato da un animale malato.

Nel caso in cui la trasmissione avvenga per via verticale e cioè dalla madre, è bene sapere che una zecca può generare da 2000 a 8000 larve, in questo caso malate, e che un campo infestato da zecche può restare tale anche per 9-12 anni.

Per questo è molto importante, in passeggiata, evitare le zone che si sanno essere pericolose, controllare il cane ogni volta che si torna a casa e aiutarlo a proteggersi con adeguati rimedi, quali? Te ne parlerò fra poco! 

Tornando, per ora, alla capacità di trasmissione di malattie della zecca, nel momento in cui questo parassita infetto si posa su un nuovo ospite, può trasmettere l’agente patogeno di cui è portatore attraverso la sua saliva e soprattutto attraverso il rigurgito.

Più tempo passerà sul nuovo ospite, cibandosi del suo sangue, maggiore sarà la probabilità di trasmissione.

Le principali malattie che le zecche possono trasmettere ai cani sono:

Piroplasmosi

Malattia provocata nello specifico da un protozoo del genere Babesia, capace di entrare nel sangue, insinuarsi all’interno di un globulo rosso e causarne la rottura della membrana dopo essersi riprodotto molto velocemente.

In questo modo, tutti i protozoi contenuti in quel globulo rosso entrano in circolo, penetrando, a loro volta, all’interno di altri globuli rossi ed innescando, così, un effetto a catena.

I soggetti più sani, di solito, riescono a reagire autonomamente all’infezione, distruggendo tutti i protozoi; la situazione è sicuramente più delicata per i cani più sensibili, il cui sistema immunitario è già, di per sé, compromesso.

48 ore passate continuativamente dalla zecca con la bocca ancorata sul cane è il tempo medio che diversi studi hanno stimato come necessario per la trasmissione dell’infezione, mentre la fase di incubazione della malattia prima che i sintomi si manifestino è di 7-21 giorni.

Questa malattia può presentarsi in:

  • forma iperacuta: di certo la più grave, quella che può portare alla morte del cane addirittura in poche ore ma che è anche la forma più rara e più probabile in cani già immuno-compromessi o senza milza.
  • forma acuta: la più comune, quella in cui il cane appare inappetente e mogio. I sintomi più evidenti, oltre a vomito, diarrea e febbre alta, sono l’alterazione del colore delle mucose delle labbra e degli occhi, che dapprima diventano pallide e successivamente gialle e l’alterazione del colore delle urine, che posso arrivare ad assumere il classico colore della coca-cola.
  • forma cronica: quella più difficile da individuare poiché i sintomi, in questo caso, sono del tutto aspecifici. Si tratta, infatti, di inappetenza, spossatezza, febbre intermittente.

Ehrlichiosi

La malattia è qui causata da un batterio che infetta i globuli bianchi. Il batterio non viene, però, distrutto dal sistema immunitario ed anzi, attraverso le cellule presenti nel sangue, riesce a raggiungere organi vitali come il fegato, la milza ed i linfonodi.

Per riuscire a trasmetterla, la zecca deve restare attaccata al cane per almeno 24 ore ed il periodo di incubazione dell’infezione e cioè il periodo che intercorre da quando il cane ha contratto la malattia all’insorgenza dei sintomi, varia tra i 7 ed i 20 giorni.

Anche in questo caso, le forme con cui la malattia si manifesta sono diverse: 

  • fase acuta: in questa fase il cane può manifestare sintomi più o meno evidenti a seconda del tipo specifico di batterio che ha contratto e a seconda del suo stato di salute pregresso. In generale, alcuni dei sintomi più frequenti sono: apatia, febbre molto alta, letargia, ingrossamento dei linfonodi, sanguinamenti, mucose pallide e problemi agli occhi, anche gravi come il glaucoma o l’uveite.
  • fase sub-clinica o sub-acuta: in questa fase i sintomi clinici sono meno evidenti. Questo è ciò che rende la fase sub-acuta particolarmente insidiosa perché, da un lato, il cane è comunque malato e quindi diventa un veicolo di trasmissione, dall’altro, la malattia segue il suo decorso, sfociando nella fase più pericolosa: quella cronica.
  • fase cronica: è lo stadio più grave della malattia, potenzialmente mortale, in cui il batterio è arrivato a ridurre drasticamente la presenza di piastrine nell’organismo del cane ed anche la funzionalità del suo sistema immunitario. I sintomi più frequenti sono sanguinamento dal naso, lividi o micro-emorragie sulle mucose buccali, oltre a infezioni ricorrenti di varia natura a fronte della compromissione del sistema immunitario.

Malattia di Lyme o Borreliosi

La zecca nel cane è causa anche di un’altra infezione chiamata malattia di Lyme e dovuta, in questo caso, ad un batterio che, entrato nel corpo attraverso la cute, raggiunge i linfonodi regionali disseminati per tutto l’organismo.

Il tempo di trasmissione, a differenza dei casi precedenti, sembra essere più breve, trattandosi di sole 16-24 ore, mentre quello di incubazione molto più lungo. 

I sintomi possono manifestarsi, infatti, nell’arco di due-cinque mesi e possono consistere in febbre alta, talvolta intermittente, inappetenza, letargia, malessere generalizzato e ingrossamento dei linfonodi periferici.

Un altro sintomo è poi la zoppia che assume un andamento particolare: si risolve spontaneamente in pochi giorni, per poi riapparire, per altre 2 o 3 volte, ogni 15-30 giorni.

Il cane inizia spesso a soffrire anche di doloro articolari, accompagnati, di frequente, da gonfiori di tarso, gomito, carpo e ginocchio.

Un aspetto tipico di questa malattia è l’insorgenza di poliartrite, oltre al rischio di problemi renali, cardiaci ed epatici, se non curata adeguatamente.

In definitiva, è evidente come la zecca nel cane può essere causa di problemi seri e gravi, da non sottovalutare.

Stiamo quindi attenti senza, però, farci prendere troppo dall’ansia.

Innanzitutto, non è detto che le zecche siano per forza infette.

Dipende poi molto anche dal numero di zecche sul cane: maggiore sarà il numero di parassiti, maggiore sarà il rischio.

Inoltre, la trasmissione di ogni malattia, come abbiamo visto, non è mai immediata. Basterà, quindi, controllare al meglio il nostro cane al rientro da ogni passeggiata, su tutto il corpo ed in particolare sulla testa, sul torace, nella zona dell’inguine e delle ascelle, che sono le preferite da questi parassiti.

Non dimentichiamoci, infine, di garantire al cane uno stile di vita il più sano possibile, partendo innanzitutto da un’alimentazione appropriata perché un sistema immunitario forte è la prima forma di difesa contro queste malattie.

Mettere in atto un’adeguata prevenzione, specie con l’avvicinarsi della bella stagione, è, in ogni caso fondamentale.

In che modo?

Ecco alcuni rimedi che ti potranno essere utili!

Quali sono i rimedi contro la zecca?

rimedi zecche

Contro la zecca nel cane esistono fondamentalmente due tipologie di rimedi: quelli chimici e quelli naturali.

Rimedi chimici versus rimedi naturali

I rimedi più conosciuti sono quelli chimici, in particolare collari e spot-on.

I collari hanno un effetto più prolungato nel tempo, la loro copertura arriva a durare anche fino a 6-8 mesi; gli spot-on, invece, hanno una durata tendenzialmente mensile.

Chiariamo subito che i prodotti chimici hanno, innegabilmente, un effetto antiparassitario molto più potente di qualsiasi rimedio naturale o meglio i rimedi chimici sono gli unici in grado di uccidere la zecca nel cane.

I rimedi naturali hanno invece una funzione repellente: non eliminano il parassita che si è già arrampicato sul corpo del cane ma fanno in modo, piuttosto, che questo si tenga alla larga.

A differenza dei prodotti chimici, quelli naturali hanno, inoltre, una durata più limitata nel tempo. Nello specifico, si tratta di una durata dichiarata di due settimane circa, in alcuni casi anche solo di alcune ore e necessitano, quindi, di applicazioni più frequenti.

A fronte di questo, è chiaro come ci siano situazioni specifiche in cui non si può proprio fare a meno di ricorrere a rimedi chimici, come, per esempio, casi di forti infestazioni oppure casi di cani particolarmente deboli ed immunodepressi o allergici al morso del parassita, oppure, ancora, quando ci si trova a vivere o viaggiare in zone particolarmente rischiose a livello epidemiologico.

La scelta va fatta, quindi, caso per caso, tenendo in considerazione:

  • la stagione e la zona territoriale in cui ci si trova: la scelta potrà variare a seconda che si tratti o meno dei mesi più caldi e di zone territorialmente note come rischiose
  • lo stato di salute del cane: ad un cane sano potrebbe bastare l’aiuto di un rimedio naturale
  • lo stile di vita, a seconda che si tratti di un cane che va spesso per boschi oppure di un cane “di città”

Certamente l’unica figura che potrà esserti di aiuto e guidarti nella scelta, è quella del veterinario. Solo il veterinario conoscerà bene sia lo stato di salute del tuo cane, sia lo stato epidemiologico della tua zona e ti potrà, quindi, consigliare al meglio.

In linea generale, tutte le volte che è possibile meglio predilgere dei rimedi naturali e i perché sono molteplici!

In primo luogo, i prodotti chimici, in particolare gli spot-on, contengono neurotossine che entrano in circolo nel sangue del cane e i possibili effetti collaterali sono davvero numerosi: oltre ad una irritazione della pelle nella zona di applicazione, possono verificarsi episodi di attacchi epilettici, diminuzione dell’appetito e spossatezza.

Possono verificarsi anche episodi di diarrea poiché l’organismo di alcuni cani può reagire proprio come se fosse stato sottoposto ad un avvelenamento.

A parte questi casi di reazioni avverse, che, come ci rassicurano le case produttrici, sembrano essere numericamente contenuti, non dobbiamo comunque sottovalutare le conseguenze a cui esponiamo il nostro cane sul medio lungo termine: somministrargli periodicamente, con gli spot-on mensilmente, sostanze di per sé tossiche è un aspetto che dobbiamo valutare al meglio in termini di costo/beneficio, quando desideriamo tutelare il suo stato di salute.

Inoltre, non è detto che il rimedio chimico sia poi così tanto efficace.

Proprio come per gli antibiotici, anche per gli antiparassitari si è assistito negli anni ad una resistenza sempre maggiore da parte dei parassiti alle molecole chimiche utilizzate.

Infine, un altro aspetto per cui prediligere, se possibile, i rimedi naturali è quello dell’impatto che i prodotti chimici hanno sull’ambiente, aspetto particolarmente caro a noi di Empathy Food!

Per quanto gli effetti più evidenti siano quelli in termine di salute sul cane, non possiamo dimenticare, specie in questo particolare momento storico, come queste sostanze influiscano anche sull’ambiente esterno tramite i nostri animali. 

Pensa, per esempio, alle sostanze che verrebbero disperse in un fiume e alle conseguenze a cui questo porterebbe, se tutti i cani che fanno uso di antiparassitari chimici si facessero un bagno qualche giorno dopo l’applicazione.

Per tutti questi motivi, ogni volta che possiamo, meglio prediligere dei rimedi naturali e tra questi uno dei più efficaci è l’utilizzo di specifici olii essenziali.

Olii essenziali: quali sono efficaci contro la zecca e in che forma?

Alcuni degli olii essenziali che più di altri si sono dimostrati particolarmente efficaci per tenere lontana la zecca nel cane sono:

  • Olio Essenziale di Lavanda
  • Olio Essenziale di Melaleuca alternifolia (Albero del tè, più noto come Tea Tree)
  • Olio essenziale di Eucalipto
  • Olio Essenziale di Zenzero
  • Olio Essenziale di Menta
  • Olio Essenziale di Basilico
  • Olio Essenziale di Timo

Come detto poco sopra, la caratteristica principale dei rimedi naturali ed in particolare di questi olii essenziali, è di avere un potente effetto repellente: il loro odore, cioè, risulta particolarmente sgradevole alle zecche che quindi si terranno a debita distanza.

In commercio esistono diversi preparati che contengono uno o più degli olii indicati e sono quasi sempre uniti all’Olio di Neem che ad oggi è, forse, il repellente naturale più conosciuto.

L’Olio di Neem non è un olio essenziale ma è comunque un estratto del tutto naturale ricavato da una pianta tipica dell’India e della Birmania: l’Azadirachta Indica.

È una sostanza che ha davvero moltissime proprietà benefiche: oltre, infatti, ad essere un ottimo repellente per zecche ma anche per pulci, zanzare e pappataci, è ricco di antiossidanti ed ha una forte azione antibatterica ed antivirale.

Le forme con cui troviamo in commercio questi preparati sono diverse: collari, spray, pipette spot-on o gocce.

Gli spot-on o le gocce sono il formato generalmente più valido in quanto, a differenza dei collari e degli spray, il prodotto contenuto riesce a raggiungere la cute del cane molto più facilmente e a distribuirsi, poi, su tutto il corpo.

Altri rimedi naturali che hanno sempre una funzione repellente e possono essere abbinati agli olii sono: la placchetta che emette ultrasuoni particolarmente fastidiosi per insetti e parassiti, in grado di creare uno scudo protettivo attorno al cane e il collare di ambra, purché le pietre non siano levigate. 

Un’altra buona soluzione per rafforzare ulteriormente e in modo naturale le difese del nostro cane contro le zecche è quella di inserire nella sua dieta degli integratori alimentari specifici.

Gli integratori alimentari sono utili contro la zecca?

Utilizzare degli integratori alimentari specifici ci permette di agire dall’interno e di rafforzare il sistema immunitario.

Ad avere questa particolare funzione immunostimolante sono, soprattutto, alcune piante come l’Echinacea o l’Eleuterococco, noto anche come Ginseng siberiano.

Anche in questo caso, si trovano in commercio dei prodotti fitoterapici già pronti da dare per bocca.

In tema di integratori alimentari, una menzione speciale spetta, però, all‘aglio, una pianta che per lungo tempo si è creduta tossica per i cani e che ha invece tantissime proprietà, se data nelle giuste quantità.

Una di queste proprietà è proprio quella di essere un ottimo repellente contro le zecche!

Come abbiamo avuto modo di approfondire nell’articolo dedicato all’aglio (se si interessato, CLICCA QUI), il suo tipico odore riesce a coprire quello dell’acido lattico che, come adesso sappiamo, è ciò che permette alla zecca, insieme all’anidride carbonica e al calore, di percepire la presenza del cane nell’ambiente.

Attenzione, però!

Come ho accennato poco sopra, lo strumento migliore e più efficace per garantire al nostro cane un sistema immunitario sano e forte, tanto da renderlo più resistente anche alle malattie trasmesse dalle zecche, è un’alimentazione appropriata.

I cibi industriali maggiormente in circolazione, poveri di carne e ricchi piuttosto di carboidrati, legumi, appetizzanti e additivi di sintesi, indeboliscono l’organismo e soprattutto fanno sì che il cane emani un odore particolare che attrae le zecche.

Diversamente, un cane nutrito in modo adeguato, con un cibo già pronto ma di qualità o meglio ancora con una dieta naturale, fatta con prodotti freschi, non sarà solo più sano e forte ma avrà anche un odore neutro che le zecche non percepiranno.

Se cerchi un cibo di qualità e appropriato alla specie possiamo aiutarti, clicca qui per scoprire come.

Ora che conosci diverse forme di precauzioni possibili, le metterai sicuramente in atto. Tuttavia, ti potrà capitare ugualmente di trovare delle zecche sul cane.

Cosa fare in questo caso?

Sicuramente dovrai toglierle, senza particolare ansia ma senza neppure aspettare troppo tempo.

Potrai decidere se farlo tu o portare il tuo cane dal veterinario.

Di solito, nella maggior parte dei casi, l’estrazione della zecca viene fatta direttamente da noi proprietari.

Tuttavia, deve essere fatta in modo accurato per evitare che il rostro del parassita resti all’interno della cute, provocando infezioni ed anche per evitare che durante l’estrazione, la zecca rigurgiti quelle sostanze che sappiamo essere potenzialmente causa di malattie.

Ecco, quindi, qualche consiglio su

Come togliere una zecca dal cane?

Per rimuovere la zecca non utilizzare mai alcool, acetone, ammoniaca o olii e tantomeno oggetti roventi: in questi casi otterresti solo che il parassita reagisca rigurgitando o cercando di ancorarsi ancora di più sul cane.

Utilizza piuttosto delle pinzette, non arroventate, avvicinandole il più possibile alla cute del cane così da afferrare la zecca nella parte più vicina alla sua testa. 

Fai attenzione, poi, a non tirarla perché questo movimento causerebbe sicuramente il rigurgito da parte del parassita, oltretutto, tirandola, è molto più probabile che il rostro si spezzi dal corpo e resti all’interno della cute.

Una volta afferrata per bene la zecca, la cosa migliore è ruotare delicatamente le pinzette, come se dovessi svitare una vite. A quel punto vedrai che la zecca mollerà la presa e facendo un piccolo movimento verso l’alto, te la ritroverai nella pinzetta, tutta intera.

Una volta tolta, non schiacciarla, piuttosto bruciala.

In commercio esistono delle pinzette specifiche che, personalmente, ho trovato davvero molto efficaci per estrarre la zecca nel cane.

Eccole qui in foto!

pinza per togliere la zecca dal cane

La loro particolare conformazione, piatta alla base, permette di avvicinarsi alla cute del cane molto di più di qualsiasi altra pinzetta e riesce ad afferrare la zecca in modo stabile ma delicato.

Da quando le utilizzo, sono sempre riuscita a togliere correttamente una zecca ed il tutto lo riesco a fare in modo molto facile e rapido.

Se sei interessato, per trovarle, ti basterà cercare su Google “pinzetta per zecche”.

In definitiva

Come detto in apertura, la zecca nel cane è un pensiero a cui, ormai, tutti noi proprietari siamo abituati. 

Specie con l’avvicinarsi della primavera e delle giornate più calde, difficilmente ci facciamo trovare impreparati.

Per garantire un’adeguata protezione possiamo scegliere diverse strade e solo il nostro veterinario saprà dirci qual è la più giusta, sulla base dello stato di salute del nostro cane, del suo stile di vita e sulla base del livello epidemiologico del territorio in cui ci troviamo.

In ogni scelta è sempre opportuno fare un’attenta analisi dei costi/benefici e laddove possibile, prediligere dei rimedi naturali, con effetti di gran lunga meno invasivi sulla salute del cane, specie nel medio lungo termine, e sull’ambiente.

L’arma davvero vincente è, però, la prevenzione e cioè assicurare al nostro cane uno stile di vita sano.

Uno stile di vita sano parte, in primo luogo, da un’alimentazione appropriata: solo in questo modo, il suo organismo non solo sarà meno attraente per le zecche ma, nell’ipotesi più remota che contragga qualche malattia, riuscirà anche a farvi fronte nella maniera migliore.

E tu che rimedi utilizzi contro le zecche? Hai mai provato dei rimedi naturali? Quali e come ti sei trovato?

Faccelo sapere nei commenti!

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