Scopri la verità dietro le etichette del Pet Food

Fai la scelta giusta per il tuo amico a quattro zampe!

“Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare lo nutrirai per tutta la vita.”

Oggi voglio insegnarti a pescare.. a pescare nel mondo petfood!

Voglio infatti che al termine della lettura di questo articolo tu sia in grado di capire cosa si cela dietro un’etichetta.

Sarai in grado di capire da solo qual è il cibo migliore per il tuo cane ed il tuo gatto e perciò di quali marche fidarti.

E vedrai, ho pensato proprio a tutto! Infatti, alla fine dell’articolo, scoprirai come diventare un vero esperto

pet food

Cambia approccio!

Il primo passo che devi fare se vuoi essere veramente sicuro di fare la scelta giusta è cambiare approccio.

Cosa intendo?

Tu pensa che, secondo uno studio riportato dal Sole 24 ore, per ciò che riguarda l’alimentazione umana, negli ultimi anni a partire dal 2020, si è assistito ad un  significativo aumento dell’attenzione verso ciò che mangiamo.

In Italia, addirittura, il 62% della popolazione ha modificato le proprie abitudini alimentari, privilegiando prodotti sani, naturali, biologici.

Ecco, quando scegliamo il cibo per i nostri animali questa attenzione viene a mancare.

Lì ci fidiamo semplicemente dei consigli dati dall’allevatore, dal veterinario, dall’educatore, dal consulente alimentare. 

Soprattutto ci affidiamo a delle marche, considerando la marca un sigillo di garanzia perché è conosciuta, costosa, consolidata, magari anche italiana.

Però capisci che non ci mettiamo davvero il naso dentro alla questione, come faremmo con i nostri prodotti, sei d’accordo? 

… A proposito di “naso”, ricordatelo perché fra poco sarà fondamentale.

Ecco è questo l’approccio che dobbiamo cambiare: smettiamo di ragionare per marca perché la marca in sé non è garanzia di nulla.

Se ti capita, cerca qui su YouTube i video del servizio di Report chiamato “Troppa trippa”. 

Su Rai Replay dovresti trovare la puntata intera: è un servizio di qualche anno fa, però sempre attualissimo che fa ben capire cosa si cela davvero dietro a “una marca”.

Quindi, punto primo: metti da parte la marca.

Punto secondo, concentrati sull’unica cosa che davvero conta, al di là degli slogan e delle promesse.

Sto parlando della composizione riportata in etichetta.

La composizione e la regola del N.A.S.O.

naso del cane

L’etichetta ha più sezioni: composizione, componenti analitici, additivi. 

In realtà, ogni sezione ha la sua importanza in termini di valutazione.

Tuttavia, non potevo certo parlarti qui di tutte: ne sarebbe uscito un articolo enciclopedico!

Per questo motivo, mi concentrerò sugli aspetti più importanti e in particolare condividerò con te la regola d’oro per capire la qualità di un cibo

Questo però non significa che io mi sia dimenticata di averti promesso che diventerai un esperto: lo diventerai, lo ribadisco, perché alla fine dell’articolo c’è qualcosa che ti aspetta.

Tornando a noi, come dicevo, la composizione è l’unica cosa che davvero conta.

E il motivo è molto semplice: solo all’interno della composizione vengono riportati per legge gli ingredienti o meglio la materia prima che finirà nella ciotola prima e nello stomaco poi del tuo compagno a 4 zampe.

In poche parole, ciò che concretamente nutrirà il suo organismo e di fatto impatterà sulla sua salute.

Una volta individuata la composizione, quindi, è importantissimo che tu sia in grado di capire se il suo impatto sarà positivo o negativo.

Per questo devi accertarti che abbia delle caratteristiche ben precise. 

Quali e come fare a individuare una composizione che le abbia tutte? Il modo migliore è andare a …..N.A.S.O.!

Sì, hai capito bene, ho detto “naso” ma no, non intendo il naso che abbiamo in volto!

Intendo la “Regola del N.A.S.O.” e cioè la composizione deve essere:

Naturale-Appropriata-Specifica-Ordinata.

Capiamo meglio ciascuno di questi punti.

“N”aturale

La composizione deve essere naturale.

La prima cosa che devi verificare quando leggi gli ingredienti riportati nella composizione è che siano tutti naturali

Niente parolone strane, quindi! 

Come, per esempio, proteine o idrolizzato di proteine animali, che da un punto di vista nutrizionale hanno un valore completamente diverso rispetto all’alimento a cui si riferiscono. 

Le proteine di pollo sono molto diverse da un bel pezzo di carne di pollo.

Le proteine, infatti, sono il frutto di un processo di lavorazione che se avessimo la certezza che il suo punto di partenza fosse la carne, andrebbe anche bene; il fatto è che difficilmente le proteine vengono estratte dal un bel pezzo di filetto o di muscolo. 

Ti basti pensare che quando trovi scritto genericamente idrolizzato di proteine animali, si tratta di proteine estratte dalle piume del pollo.

Attenzione, poi, ad alcuni ingredienti che hanno quasi più una funzione di integrazione come la condroitina o la glucosammina.

La loro presenza è spesso giustificata perché si tratta di sostanze che di fatto supportano l’apparato muscolo scheletrico. 

Però, parliamoci chiaro, l’ideale, specie per soggetti sani, sarebbe che eventuali forme di integrazione venissero offerte attraverso ingredienti naturali.

Esattamente come farebbe un veterinario nutrizionista quando ti stila la dieta per il tuo compagno a quattro zampe che se ha bisogno di vitamina C, ti indica per esempio l’estratto di rosa canina, se ha bisogno di sali minerali, le alghe e così via.

Del resto, solo un ingrediente naturale può garantire un’elevata biodisponibilità e la possibilità di espellere tutto il superfluo di cui non si ha bisogno.

Quindi, mi raccomando, quando leggi la composizione fai attenzione a ritrovarci tutti ingredienti che in poche parole, potresti recuperare facilmente anche tu al supermercato.

“A”ppropriata

La composizione deve essere appropriata per un cane o per un gatto, appropriata alla loro specie di appartenenza.

Cosa significa? 

Significa che la composizione deve avere un bilanciamento dei nutrienti che rispetti le esigenze nutrizionali di animali carnivori, quali sono il cane ed il gatto.

Perché sì, anche il cane è carnivoro! 

Certamente lo è in modo diverso dal gatto ma anche lui ha bisogno di un cibo che contenga principalmente carne.

Questo vuol dire che quando esamini la composizione, la parola carne deve esserci.

Non accontentarti del fatto che al suo posto ci sia scritto “proteina” perché come abbiamo visto è qualcosa di ben diverso dalla “carne”.

Ma non accontentarti neppure del fatto che ti venga indicato genericamente l’animale.

Una composizione in cui appare scritto “manzo” è diversa da una in cui appare “carne di manzo”.

Solo in quest’ultimo caso, infatti, puoi essere certo che di quell’animale sia stata utilizzata principalmente la carne, a discapito di altre sue parti come tendini, cartilagini, ossa che hanno pur sempre un valore nutrizionale, in particolar modo le ossa.

Ma ciò non toglie che per nutrire in modo sano ed adeguato un carnivoro dobbiamo dargli prevalentemente la carne.

“S”pecifica 

La composizione deve essere specifica nel senso che gli ingredienti riportati devono essere ben identificabili.

Solo in questo modo potrai valutare la loro qualità.

Guarda per esempio questa composizione che ti assicuro essere reale, tra l’altro di una marca super nota:

etichetta del pet food

Da questa composizione tu sei in grado di dirmi cosa davvero andrà a mangiare il tuo animale?

Credo proprio di no: ogni voce riportata è del tutto generica!

E questo è un problema quando, per esempio, il nostro compagno a quattro zampe è particolarmente delicato e abbiamo bisogno di monitorare bene ciò che mangia ma non solo.

Voci così generiche, nel petfood, sono un rischio perché potrebbero essere sinonimi di poca qualità.

Del resto, se io azienda utilizzo come grasso l’olio di lino spremuto a freddo, ho tutto l’interesse di indicarlo nella composizione e fartelo sapere.

Se non lo faccio, quantomeno sorge spontanea una domanda: perché non lo faccio?

Quindi, mi raccomando: privilegia composizioni chiare e specifiche, evita voci troppo generiche e tra queste stai il più possibile alla larga dai “derivati della carne”.

La normativa di riferimento, in questo caso, non è affatto specifica e sotto questa voce può rientrare praticamente ogni parte dell’animale.

Attenzione che diversi sono, invece, i sottoprodotti di origine animale di cui puoi fidarti, specie se l’azienda in questione mette in atto qualche piccola accortezza. 

Se vuoi sapere quali, clicca qui per leggere l’articolo di approfondimento. 

“O”rdinata 

La composizione deve essere ordinata nel senso che gli ingredienti riportati al suo interno devono seguire un ordine ben preciso.

Come forse sai, perché un aspetto che vale anche per le etichette dei prodotti ad uso umano, nella composizione gli ingredienti devono essere indicati seguendo un ordine decrescente di presenza.

A prescindere, quindi, da eventuali percentuali indicate, il primo ingrediente scritto è sempre quello presente in quantità maggiore e tutti gli altri via via a scalare. 

Quindi, dovendo scegliere il cibo migliore anzi, come abbiamo imparato, il cibo dalla composizione più appropriata per un cane o per un gatto, quale sarà la prima voce che dovrai leggere nella composizione?

La carne! 

Perciò, privilegia le composizioni in cui questa parolina è in pole position e non sia invece sostituita da altre come cereali o riso.

Ma non è finita qui! 

Ci sono, infatti, delle diciture che possono trarre in inganno, facendo sembrare la carne il primo ingrediente, quando in realtà non lo è.

Individuarle non è semplice, bisogna essere dei veri esperti.  

Per questo all’inizio di questo articolo, ti ho promesso che lo saresti diventato! 

E finalmente, ti dico come.

Come diventare un vero esperto

Ho creato un seminario, dedicato esclusivamente alla lettura delle etichette.

Nel seminario esamineremo insieme etichette reali.

Approfondiremo il discorso della composizione ma non solo!

Analizzeremo anche le altre sezioni dell’etichetta e cioè i componenti analitici, le varie forme di additivi (nutrizionali, organolettici, zootecnici, tecnologici).

Ti dirò se e perché ogni parte è importante e quali caratteristiche deve avere.

Insomma, attraverso il seminario sì che diventerai un esperto e il mondo petfood non avrà per te più segreti.

Ah, e vuoi sapere un’altra cosa? 

Il seminario è del tutto gratuito.

Per iscriverti clicca sul pulsante qui sotto:

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