Si può dare l’uovo al gatto? Rischi e benefici.

uovo al gatto

“Posso dare l’uovo al gatto?” questa è una delle domande che ci viene fatta più spesso durante le consulenze alimentari.

Già, perché sono diversi i proprietari che arricchiscono la pappa del loro gatto con qualche ingrediente extra, oppure gli offrono un gustoso spuntino nell’arco della giornata.

E quasi sempre, in questi casi, l’alimento preso in considerazione è proprio l’uovo.

Tuttavia, la paura di non star facendo le cose al meglio emerge e da qui la domanda per la quale, però, non esiste una risposta definitiva.

La risposta varia da soggetto a soggetto.

Se l’uovo faccia bene o meno al gatto dipende dal gatto, dalle sue abitudini, dal suo stato di salute e da ciò che mangia di solito.

Per questo motivo, se vuoi davvero essere sicuro di non fare errori, la cosa migliore è che tu ti rivolga ad un veterinario, meglio se esperto in nutrizione.

Detto questo, possiamo comunque definire dei concetti di carattere generale, che ti potranno essere utili.

In questo articolo quindi, ti farò conoscere i vantaggi ed i rischi che si celano dietro, o meglio nell’uovo e ti indicherò anche un segreto di cottura che ti renderà lo chef preferito del tuo felino.

Iniziamo!

Vantaggi nutrizionali dell’uovo

Il primo grande vantaggio nutrizionale dell’uovo è quello di essere un’ottima fonte proteica, addirittura quella dal più alto valore biologico.

Nello specifico, il suo valore biologico è praticamente pari al 100%, più alto di quello attribuito, per esempio, alla carne di manzo, che arriva al 83%.

Per questo è un alimento che viene sfruttato appieno dall’organismo, senza alcuna difficoltà.

Inoltre, è un alimento ricco di minerali, come il fosforo, il calcio, il ferro e di vitamine, in particolare le vitamine A, D, E e alcune del gruppo B.

Il tuorlo, poi, è ricco di grassi, soprattutto di lipidi polinsaturi, fondamentali per un pelo sano e lucente, di cui spesso i cibi industriali secchi sono carenti.

Di fatto, l’apporto di grassi offerto dall’uovo è positivo e non influisce neppure sul livello di colesterolo del gatto. 

Tuttavia, è un aspetto che devi considerare con attenzione e che rappresenta il primo rischio di cui voglio parlarti, che si cela in questo alimento.

I rischi di dare l’uovo al gatto

L’impatto calorico dell’uovo

Come appena detto, il particolare impatto calorico dell’uovo è il primo rischio che devi considerare, se hai intenzione di offrirlo al tuo gatto.

In questo caso, ciò in cui incorri è di fornire fin troppi nutrienti, tanto da indurre il tuo felino ad un aumento eccessivo del peso.

Per questo, è importante che tu non perda mai di vista l’apporto complessivo del cibo che gli dai.

Ovviamente, l’impatto nutrizionale dipenderà anche dalla frequenza con cui offri l’alimento. 

Se questa fosse abituale e costante, meglio diminuire la pappa quanto meno nel giorno in cui aggiungi l’uovo.

L’albume e i fattori anti-nutrizionali

I rischi più significativi riguardano, però, l’albume

Nella parte bianca dell’uovo, infatti, sono presenti delle sostanze che hanno delle proprietà in tutto e per tutto anti-nutrizionali.

La prima di queste è l’avidina, una proteina che può causare problemi cutanei o addirittura al sistema nervoso.

Tutto questo, però, accade in modo indiretto: non è l’avidina in sé ad essere dannosa, quanto i legami che crea con con la biotina, rendendola inassimilabile.

La biotina è una vitamina del gruppo B, fondamentale per l’integrità cutanea e il corretto funzionamento del sistema nervoso

È una vitamina che il gatto deve necessariamente assumere attraverso l’alimentazione e di cui non deve essere carente.

Nell’uovo la quantità di avidina è maggiore rispetto a quella della biotina. 

Per questo, se dai l’uovo insieme alla pappa o prima che siano trascorse cinque o sei da quando il gatto ha terminato il pasto, l’avidina sarà potenzialmente in grado di legarsi alla biotina presente anche negli altri alimenti, determinando uno stato di carenza.

Le altre sostanze anti-nutrizionali presenti nell’albume sono, poi, l’ovomuchina e gli ovomucoidi

No, non sono delle specie aliene bensì proteine in grado di inibire l’attività della tripsina, un enzima che aiuta nella digestione delle proteine.

Nello specifico, queste due sostanze, compromettendone l’azione, fanno sì che le proteine presenti nell’alimento non vengano digerite e assimilate ma direttamente espulse con le feci

In ogni caso, non preoccuparti perché sia l’avidina, sia l’ovomuchina e gli ovomucoidi vengono persi dall’uovo, una volta cotto l’albume. 

Inoltre, se dai l’uovo crudo una volta ogni tanto, questi fattori non impatterebbero in modo così significativo da mettere in pericolo la salute del gatto.

Certo, la cosa importante è che tu offra sempre un cibo ricco di tutti i nutrienti, che abbia, soprattutto, un apporto proteico adeguato. 

Un cibo, insomma, in grado di controbilanciare l’azione di queste sostanze.

Se hai il dubbio che il tuo cibo non abbia queste caratteristiche, ti potrà essere d’aiuto la lettura di un nostro articolo di approfondimento, che parla proprio di quale sia il miglior cibo per un gatto.

Per leggerlo, CLICCA QUI.

Mi raccomando, comunque, se utilizzi cibo industriale, leggi sempre attentamente l’etichetta, in particolare la composizione. 

Solo in questo modo potrai essere certo che la quantità di carne sia tale da non essere particolarmente compromessa dall’azione dell’ovomuchina e degli ovomucoidi.

La salmonella

L’ultimo rischio che riguarda l’uovo è quello della salmonella

Questo batterio può infettare le ovaie della gallina ed entrare nell’uovo prima che questo venga deposto.

Il rischio, in realtà, è molto basso perché spesso la quantità di batterio presente nell’uovo non è così significativa da determinare l’insorgenza di una patologia.

Inoltre, le uova che generalmente acquistiamo arrivano da avicoli ben controllati.

In ogni caso, il tuorlo, più che l’albume, è l’habitat perfetto per questo batterio.

La corretta conservazionedell’uovo, perciò, è fondamentale.

Dovrai tenerlo in un luogo in cui non sia raggiungano mai alte temperare e per questo, la cucina non è il posto ideale, meglio il frigorifero,

Più elevate saranno le temperature a cui esponiamo l’uovo, infatti, più sarà agevolato il passaggio di questo batterio dall’albume al tuorlo, e più velocemente si duplicherà. 

La cottura completa dell’uovo, comunque, ti permetterà di scongiurare del tutto questo rischio.

Fai attenzione, però! 

La salmonella può essere trasmessa anche dal guscio, contaminato dalle feci di animali malati.

In questo caso, oltre alla cottura, una buona soluzione è quella di lavare l’uovo con un panno inumidito, poco prima di offrirlo.

Fallo delicatamente perché, altrimenti, priveresti il guscio di una pellicola protettiva che impedisce ai batteri di entrare.

Una volta pulito, anche il guscio può essere offerto al gatto, purché lo gradisca.

Questo, infatti, è un’ottima fonte di calcio

Non è un caso che proprio il guscio d’uovo venga, spesso, inserito come integratore nelle diete di veterinari nutrizionisti. 

Se al tuo gatto piace sgranocchiare, puoi offrirlo sbriciolandolo leggermente con le mani, altrimenti puoi polverizzarlo. 

In questo caso ti basterà cuocere i gusci all’interno del forno ad una temperatura di almeno 85 gradi, per pochi minuti. 

Più è alta la temperatura del forno, minore sarà il tempo di cottura. 

Una volta cotti, potrai frullare i gusci e passare il tutto all’interno di un setaccio.

La polvere ottenuta la potrai conservare in un barattolo, in un luogo asciutto e mai in frigorifero, dove la condensa agevolerebbe la creazione di muffe.

Per utilizzare al meglio questa polvere, ricca di calcio, aggiungendola direttamente alla pappa, ti consiglio di consultare un veterinario. 

In questo modo, eviterai di eccedere con il dosaggio, rischiando di provocare feci troppo dure o in generale, problemi di stitichezza.

Quante uova può mangiare un gatto?

Dopo aver visto tutti i vantaggi e gli svantaggi nutrizionali, non ci resta che affrontare il discorso della quantità e rispondere alla domande delle domande.

Quante uova posso dare al gatto?

Beh, la risposta corretta è: dipende! 

Dipende dalle dimensioni, dallo stato di salute, dall’età, dalla dieta del gatto, aspetti che solo un nutrizionista potrà valutare correttamente.

In generale, comunque, se il consumo è moderato, come, per esempio, una volta alla settimana, questo alimento può diventare un ottimo spuntino, ricco, come hai appena visto, di importanti nutrienti.

Importanti nutrienti che, però, spesso la cottura fa svanire!

Ecco perché, prima di concludere, ci tengo a svelarti quel segreto di cottura, di cui ti ho parlato all’inizio dell’articolo!

Come si cuoce l’uovo?

uovo alla coque

Come appena accennato, l’uovo, specialmente il tuorlo, è ricco di vitamine e di grassi polinsaturi, le cui proprietà vengono, però, compromesse dalla cottura. 

Tuttavia, la cottura ti permette di neutralizzare l’azione di quelle sostanze anti-nutrizionali presenti nell’albume.

Come conciliare i due aspetti?

La soluzione ideale è cuocere l’uovo alla coque

In questo modo, il tuorlo resterà liquido e intatto nelle sue proprietà nutritive, mentre l’albume sarà  cotto alla perfezione.

Un’eccezione potrebbe riguardare i gatti più delicati, il cui sistema immunitario è già messo alla prova. 

In situazioni del genere, vale la pena cuocere completamente l’uovo, in modo tale da abbattere del tutto anche il rischio di salmonella che, seppur basso, potrebbe avere degli effetti su un soggetto già debilitato.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti anche: