
Cosa sono i sottoprodotti di origine animale?
Fanno male ai nostri cani?
La dicitura “sottoprodotti di origine animale” è spesso presente nelle etichette di cibo per cani e per capire di cosa si tratta dobbiamo fare riferimento alla normativa vigente.
In questo articolo scoprirai cosa si intende per sottoprodotti di origine animale e, soprattutto, se davvero fanno male al tuo compagno a quattro zampe.
Sottoprodotti di origine animale: un bene o un male?
Se dovessimo attenerci alla definizione che viene data in diversi forum sul cibo per cani o gatti, i sottoprodotti di origine animale sono il principale centro smaltimento rifiuti delle peggiori cose che ti possono venire in mente.
Occhi, becchi, piume, parti di animali malati, carni putrefatte sono solo alcuni “deliziosi” esempi.
Ma le cose stanno davvero così?
Per fare chiarezza, abbiamo un unico punto fermo da cui partire e cioè la normativa vigente.
Cosa dice la normativa
Sono tre i regolamenti principali che ci permettono di chiarire una volta per tutte la questione: il Regolamento CE 1774 del 2002, il Regolamento (CE) 1069 del 2009 ed il suo Regolamento di attuazione n.142 del 2011.
Cercando di semplificare il discorso, andiamo dritti al punto e partiamo con la definizione che questi regolamenti ne danno:
“Per sottoprodotti di origine animale, la normativa intende corpi interi o parti di animali, prodotti di origine animale o altri prodotti ottenuti da animali, non destinati al consumo umano, ivi compresi gli ovociti, gli embrioni e lo sperma.”
Ok, l’inizio non promette bene ma aspetta di leggere tutto l’articolo per tirare le conclusioni, potresti restare stupito.
La definizione, come hai visto, è molto generica, ci dice tutto e niente.
Per questo, è importante sapere che i sottoprodotti di origine animale vengono suddivisi, in base al loro rischio sanitario, in tre categorie che stabiliscono lavorazioni e destinazioni d’uso diversi.
La categoria di nostro interesse è la categoria tre, in cui rientrano sottoprodotti non destinati all’alimentazione umana, dal rischio sanitario, però, molto basso o addirittura nullo.
L’elenco, in questo caso, è lungo e a volte contraddittorio.
Già, perché in questo elenco troviamo, per esempio, parti di animali assolutamente idonee al consumo umano ma che non vengono, poi, destinate a questo solo per questioni commerciali, come possono essere quelle carni che in fase di sezionamento non vengono semplicemente rifinite a dovere.
Però, nell’elenco troviamo anche altro come grasso, ossa, pelli, zoccoli, corna, piume…
Insomma, in questa categoria rientrano effettivamente sottoprodotti molto diversi tra loro, soprattutto in termini di qualità.
Fatto sta che sono questi i sottoprodotti di origine animale che la normativa prevede possano essere utilizzati per la produzione di alimenti per gli animali da compagnia.
Sono questi, ma non solo!
L’ambito di applicazione… che fa la differenza
Stando sempre alla normativa, infatti, l’ambito della sua applicazione si estende anche a specifici prodotti che vengono destinati ad un consumo diverso da quello umano semplicemente per una decisione irreversibile dell’operatore del settore.
Hai capito cosa intendo, vero?
Per semplificare il concetto: se io ho un’azienda di petfood e decido di acquistare per la produzione delle mie crocchette, un pezzo di carne o altri parti dell’animale nello stesso centro in cui potresti acquistarli anche tu, per la tua cucina, di fatto vado a cambiare quello che è la destinazione d’uso di quei prodotti.
Anziché usarli per l’alimentazione umana decido di usarli per l’alimentazione di cani e gatti.
Questo fa sì che quella materia prima, assolutamente sana e di alta qualità, venga automaticamente classificata come sottoprodotto.
L’informazione più importante
Da tutto ciò cosa ne deduciamo?
L’informazione più importante è una: i sottoprodotti possono essere prodotti di scarsissima qualità ma anche prodotti dalle caratteristiche nutrizionali diametralmente opposte.
Tutto sta nella scelta che l’azienda fa.
Per questo è bene prediligere quelle aziende che dichiarano esplicitamente che genere di sottoprodotti utilizzano, in etichetta o nel loro manuale prodotti.
Quando questo avviene, solitamente si tratta delle frattaglie dell’animale macellato come i reni, il fegato, i polmoni o il cuore.
In ogni caso, se vuoi maggiori consigli su come scegliere il miglior cibo per cani e gatti, puoi sempre leggere l’articolo di approfondimento dedicato a questo argomento, cliccando qui.
In questo modo conoscerai lo strumento più importante per fare la scelta corretta.
In definitiva
La presenza dei sottoprodotti di origine animale in una composizione non è di per sé sinonimo di cibo pessimo.
Spesso sono altri gli ingredienti pericolosi per la salute del nostro cane, ingredienti che, ad una prima lettura, possono addirittura sembrarci innocui, come un lungo elenco di carboidrati o legumi, del tutto inappropriati per la salute di un carnivoro quale è il cane.
Per questo motivo, quando stai per scegliere il cibo da mettere in ciotola, non essere prevenuto nei confronti di questa dicitura, piuttosto informati bene su ciò che quella azienda ha utilizzato.
Se è un’azienda seria, a cui vale la pena concedere la tua fiducia, sono certa che ti metterà a disposizione gli strumenti per capirlo.
E se hai difficoltà a trovarla, allora, contattaci: saremo felici di poterti essere d’aiuto attraverso una consulenza alimentare gratuita!
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