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Tartaro nei cani: cause, rischi e rimedi

Ludovica Bucci
tartaro nei cani

Il tartaro nei cani è un problema ad oggi molto diffuso: si stima che a soffrire di problemi dovuti al tartaro sia addirittura l’85% circa dei nostri animali da compagnia.

Ma come si forma il tartaro? È davvero qualcosa con cui i cani devono, ormai, per forza convivere?

Quali sono le conseguenze a cui porta la formazione eccessiva di tartaro e soprattutto esistono dei rimedi?

In questo articolo risponderò a ciascuna di queste domande e sfaterò, forse, anche qualche mito.

Se lo desideri puoi guardare il video che abbiamo realizzato sull’argomento.

Ma andiamo per ordine.

Cos’è il tartaro e cosa lo causa?

In parole semplici, il tartaro è placca dentale indurita.

Nello specifico, la placca si accumula sui denti dei nostri cani, in particolare sui denti laterali, e nell’arco di 24/48 ore, si trasforma in tartaro, solidificandosi a causa del deposito di sostanze minerali come calcio e magnesio.

La causa del tartaro è, quindi, la placca che, a sua volta, ha diverse origini, sebbene la principale e più frequente sia un’alimentazione non appropriata.

Non è un caso che l’aumento dei problemi di igiene dentale nei cani vada di pari passo con l’aumento dell’utilizzo del cibo industriale, in particolar modo delle crocchette.

Molti dei cibi industriali in circolazione hanno, infatti, una composizione del tutto inappropriata per un animale carnivoro quale è il cane.

Se vuoi farti un’idea più precisa al riguardo, ti basterà leggere l’articolo in cui abbiamo approfondito questo argomento, CLICCANDO QUI.

In generale, una delle caratteristiche più significative del cibo industriale maggiormente in circolazione è quella di contenere una quantità davvero eccessiva di carboidrati, a volte di gran lunga superiore rispetto a quella della carne… sempre che, poi, si parli davvero di carne all’interno di un’etichetta!

È proprio l’elevata quantità di carboidrati la causa primaria di formazione della placca.

I legami glucidici di cui questi alimenti sono costituiti generano una sorta di colla che si deposita sui denti del cane e diventa l’habitat prefetto per la proliferazione di batteri.

I carboidrati, inoltre, alterano anche il ph salivare favorendo ulteriormente la trasformazione della placca in tartaro.

Oltre ad un’alimentazione non appropriata, un’altra causa della formazione di tartaro nei cani è anche una respirazione eccessiva, ansimante, a bocca aperta.

Una respirazione di questo tipo può essere causata da particolari stati emotivi, è frequente, per esempio, in cani ansiosi ma è anche collegata a questioni posturali o ancora di più a questioni morfologiche.

Non è un caso che a respirare in questo modo siano, in particolare, i cani brachicefali, come i bulldog o i carlini.

In queste razze, la selezione fatta dall’uomo ha, ahimè, esasperato alcune caratteristiche fisiche che nulla hanno a che fare con il concetto di salute e benessere.

La testa sempre più piccola, il brevissimo setto nasale, la laringe alta e corta rendono la respirazione davvero difficoltosa se non, a volte, quasi impossibile.

Solo pochi mesi fa in un incontro organizzato dalla Royal Society of Medicine sui parallelismi tra l’apnea ostruttiva del sonno nell’uomo e la sindrome ostruttiva nei cani brachicefali, è emerso come cani con queste caratteristiche morfologiche, spesso, non siano in grado neppure di dormire! 

I cani, quando dormono, respirano dal naso e per i brachicefali è pressoché infattibile.

Per questo cercano delle soluzioni per mantenere, anche durante il sonno, la bocca aperta come, per esempio, tenere la testa sollevata, il collo esteso o ancora mettersi in bocca un gioco.

Di certo, questi sono piccoli dettagli che manifestano una problematica molto seria e pericolosa, come quella della sindrome ostruttiva, a cui tutti noi proprietari dobbiamo prestare molta attenzione!

Tornando, però, al problema del tartaro, respirare in questo modo fa sì che la saliva si secchi e oltre a non svolgere più correttamente la sua funzione antibatterica, irrora meno i denti. Tutto questo agevola il deposito di placca ed il suo successivo indurimento.

Un’età maggiore, tendenzialmente sopra i 3 anni e una personale predisposizione genetica, infine, sono di certo altri fattori che incidono sulla formazione del tartaro.

Quali sono i rischi e quali i sintomi?

Le infiammazioni gengivali, tecnicamente chiamate gengiviti, sono di certo la conseguenza più immediata del deposito di tartaro: le gengive si arrossano, si gonfiano e iniziano delle piccole perdite di sangue.

Le infiammazioni possono diventare croniche ma non solo!

Dalla gengivite ad una vera e propria parodontite il passo, infatti, è breve: la gengiva, sempre più infiammata, si ritrae e non riuscendo più a fungere da sostegno per il dente ne determina la caduta.

Inoltre, una volta riusciti ad oltrepassare la barriera gengivale, i batteri presenti nel tartaro hanno la strada spianata per raggiungere i vasi sanguigni e attraverso di loro, ogni altro organo.

Possono raggiungere cuore, fegato, reni e mettere seriamente in pericolo la vita del nostro animale.

Endocardite e insufficienza renale sono solo alcuni esempi delle problematiche a cui può portare una “semplice” e trascurata presenza di tartaro nei cani.

Ma come riconoscere se il tuo cane ha effettivamente problemi di tartaro? E come risolverli?

I rimedi te li dirò fra poco, per adesso concentriamoci sui sintomi e partiamo con il dire che solo un’osservazione attenta ti potrà permettere di inquadrare al meglio la situazione.

In generale, i sintomi più frequenti, che potrai riscontrare sono:

  • presenza di una sostanza dura e marrone appena sotto la gengiva dei canini e in generale dei denti laterali
  • arrossamento della gengiva ed eventuali piccole perdite di sangue
  • inappetenza: spesso non ci si pensa ma il cane può rifiutare il cibo anche perché avverte dolore alla bocca
  • scialorrea e cioè eccessiva salivazione, sintomo questo che si manifesta, di solito, nei casi più gravi
  • alitosi: questo è forse uno dei primi sintoni di cui noi proprietari ci accorgiamo ed è sempre indicatore della presenza di batteri sui denti e più in generale nel cavo orale del cane

Quali sono i rimedi?

In realtà, senza troppi giri di parole, se il tartaro si è ormai formato, non c’è molto da fare: l’unico rimedio possibile è quello della detartrasi e cioè la rimozione meccanica di placca e tartaro che solo un veterinario potrà fare attraverso un intervento nel quale il cane viene addormentato per evitare che si muova durante la pulizia.

detartasi

Mai come in questo caso, quindi, l’unico rimedio davvero efficace per combattere il tartaro nei cani è la prevenzione.

Le uniche forme di prevenzione possibili sono: una corretta alimentazione e un’adeguata attività di masticazione

La scelta del cibo è, quindi, fondamentale!

Il cibo deve avere, in primo luogo, una composizione appropriata alle esigenze di un carnivoro: deve contenere carne e soprattutto non deve essere ricco di carboidrati.

Per ciò che riguarda la masticazione, invece, non pensare che una crocchetta sia la giusta soluzione.

Sfaterò forse un mito ma le crocchette non puliscono i denti, neppure qualora contengano una quantità modesta di carboidrati!

L’attività di masticazione per essere davvero efficace deve essere un’attività prolungata nel tempo, che tenga impegnato il cane. 

Solo uno sfregamento continuo e meccanico su delle superfici di attrito consente di mantenere la bocca del cane in salute.

In definitiva

Il tartaro nei cani è un problema molto diffuso, da non sottovalutare.

Per evitarlo gioca d’anticipo e scegli per il tuo cane uno stile alimentare corretto.

Il più adeguato è certamente una dieta naturale, fatta con alimenti freschi e ben bilanciati tra loro.

La Barf, in particolare, è la dieta che più aiuta a mantenere la bocca dei nostri cani in uno stato di salute ottimale: l’utilizzo di ossa e di grandi pezzi di carne non solo li nutre adeguatamente ma garantisce al contempo una corretta attività di masticazione.

Se, invece, dovessi restare nell’ambito del cibo già pronto, accertati sempre della sua composizione, leggendo l’etichetta. Nello specifico, assicurati che a discapito dei carboidrati l’ingrediente principale sia la carne e se possibile prediligi un umido di qualità.

Se hai dubbi su come leggere correttamente un’etichetta, il nostro video corso ti potrà forse essere di aiuto! Se sei interessato, CLICCA QUI. È completamente gratuito.

In tutto questo e qualsiasi sia la tua scelta alimentare, abitua il tuo cane ad una sana attività di masticazione quotidiana, proponendogli, anche in questo caso, prodotti che siano i più naturali possibili.

Evita, quindi, i tipici prodotti che si trovano in commercio per la pulizia dentale, la cui composizione è spesso, anche qui, del tutto inappropriata e offrigli piuttosto alimenti essiccati come la pelle di testa di manzo, la cotenna di manzo o la carne essiccata.

Peraltro, abituarlo ad un’attività di masticazione quotidiana non significherà solamente aiutarlo a mantenere denti sani e belli ma anche regalargli un momento di puro appagamento.

Mordere, masticare sono, infatti, necessità che appartengono alla natura stessa del cane e se vuoi capire al meglio come e perché sono tanto importanti, ti consiglio di leggere questa nostra intervista di approfondimento: “La masticazione del cane: intervista a Giuseppe Luscia”.

Nel frattempo, però, facci sapere nei commenti la tua esperienza! Il tuo cane ha problemi di tartaro? Se sì, come li stai risolvendo? Hai valutato con attenzione la sua alimentazione?

2 commenti su “Tartaro nei cani: cause, rischi e rimedi”

  1. Buonasera, ho una maltesina di 4 anni e mezzo,i suoi denti i si riempiono tantissimo di tartaro, mangia le crocchette di agnello della minge mischiate con un quadratino di umido sempre agnello della stessa marca perché le crocchette da sole non le piacciono.le ho fatto fare la prima pulizia dei denti un anno fa dal suo veterinario,lui dice che la causa e’ l’umido oggi la seconda, perché ieri sera mi sono accorta che aveva perso un dente,ma quando sono andata a prenderla,mi ha detto che ha dovuto toglierle dei denti( gli incisivi e qualche altro nella parte posteriore) perché erano troppo messi male ed era pericoloso per il cuore,io ci sono rimasta malissimo, volevo capire se e’ normale, di questo passo tra un anno non avrà più denti!

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    • Ciao Carlotta, la formazione di placca prima e tartaro poi dipende sicuramente da diversi fattori, nei quali è compresa anche una specifica predisposizione del soggetto; tuttavia, lo stile di vita, specie per ciò che riguarda l’abituazione ad una sana attività di masticazione e l’alimentazione che offriamo giocano un ruolo importante, soprattutto in termini di prevenzione. Per ciò che riguarda il cibo e/o eventuali snack, in particolare, è molto importante accertarsi della loro composizione, che non contenga un’eccessiva quantità di carboidrati o legumi. In questo senso, solo un’attenta analisi della etichetta ti può aiutare. Se hai bisogno di una mano da questo punto di vista, sappi che in Empathy Food offriamo un servizio gratuito di consulenza alimentare di cui, se vuoi approfittarne, basta che tu scriva una mail a [email protected] così da fissare il tuo appuntamento telefonico.

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